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venerdì 11 aprile 2014

Oggi

Oggi eri lì, nascosta tra i riccioli afro di OcchiBelli, la risata di Piccolo Uomo e le urla ribelli della Gattina. 

Oggi eri lì, nella piega delle mie ciglia, in quella lacrima solitaria che è scesa quando solo il vetro del bus poteva scorgerla. 

Oggi eri lì, nella mia rabbia che dopo 15 anni non si placa, ma si traveste.

Oggi eri lì, nel mio proposito di assaporare la bellezza, tutta, morso dopo morso. E poi un morso ancora.


Ovunque saprai vedermi io sarò con te





venerdì 7 marzo 2014

Dieci cose

1. Ripreso a lavorare. Incredibile a dirsi, Primo e Ultimo (ndr i miei due neuroni) ancora sanno il fatto loro.

2. Osservato orgogliosa la Gattina che cammina spedita, a tratti corre, e riso di gusto quando Piccolo Uomo la insegue, pazienza se ogni tanto la fa cadere.

3. Fatta sopraffarre dalla preoccupazione nel vedere Piccolo Uomo ammalato, pallido, disorientato dal mio rientro in ufficio e roso dalla gelosia. Perché lui maschera bene, ma tanto io me ne accorgo.

4. Ricominciato a mangiare alla scrivania, mentre leggo un quotidiano on line, che non c'è niente di meglio di quei 10 minuti solo per me.

5. Praticato yoga (quasi) ogni martedì, perché la mia boccata d'ossigeno va difesa con un coltello tra i denti.

6. Inveito contro i virus invernali, perché due bambini contemporaneamente ammalati sono troppo faticosi per me. Fare le spugnature e tenere il ghiaccio sono pessimi motivi per restare svegli di notte.

7. Aperto un account Twitter, iniziato ad andare in piscina e creato i costumi di Peter Pan e Trilly con due lire e molto divertimento. Giocare a fare qualcosa di nuovo #perdieciminuti al giorno è divertente.

8. Trascurato questo blog, ma letto tutti tutti tutti i vostri post, sentendomi così libera da non dover per forza lasciare traccia in un commento.

9. Comprato un nuovo paio d'occhiali, consapevole che per me di solito significa  fare un giro di boa.

10. Chiesto e ottenuto il part-time fino a dicembre, perché vivere nel presente è tutto ciò che mi serve.

Ecco dove sono stata negli ultimi due mesi.




sabato 14 dicembre 2013

Il maternity blues di Tiasmo

Una filastrocca così divertente e vera che mi ha fatto ridere e pensare. La sottoscrivo parola per parola, come figlia e come madre. Ho girato il link a tanti e ora la voglio suggerire a voi.

Lei è una blogger strepitosa, andate a dare un'occhiata qui.

venerdì 29 novembre 2013

Cose che capitano solo a me

Aggiornamento: sabato ho trovato un nuovo biglietto sul mio parabrezza, nascosto da 2 cm di neve ma ancora leggibile. I miei "eroi" hanno risposto, firmando con il loro nome questa volta: mi ringraziano, ma ribadiscono che il loro è un gesto gratuito. Grazie ragazzi, speriamo che i miei piccoletti vengano su come voi. Quasi quasi ogni tanto vi lascio due righe sotto il tergicristallo, eh eh, cari i miei angeli custodi.
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Distratta son distratta, si sa. Testa tra le nuvole, sempre di corsa, ogni mattina la caccia al tesoro per trovare occhiali e cellulare. Che metterli nello stesso posto alla sera nooo, troppo facile.

Per dirne una, qualche anno fa squilla il cellulare: è il direttore della mia banca, oddio che succede, datemi subito un bicchiere d'acqua. Buongiorno, volevamo solo avvisarla che ieri sera una signora ha ritrovato il suo bancomat al distributore automatico di benzina e lo ha portato da noi, quando vuole può venire a ritirarlo. Io nemmeno mi ero accorta di averlo perso, gulp. E nemmeno un grazie perché questa signora gentile resta una sconosciuta.

Oggi però credo di aver superato il mio record personale, ehm ehm. 
Salgo in auto per portare a scuola Piccolo Uomo e trovo questo biglietto accanto al volante: 

Salve, abbiamo trovato le chiavi della sua auto sul marciapiede, per sicurezza le abbiamo messe nel seggiolone davanti. 
PS non abbiamo toccato nulla :)
Cordiali saluti, gli eroi di San Mauro

Grazie miei "eroi", perché ho iniziato la giornata ringraziandovi mille volte mentalmente. Io vi immagino come un gruppetto di quindicenni onesti e spiritosi, che pur sghignazzando allegramente sulla mia distrazione mi han tolto dai guai.
Stasera metterò un biglietto per voi sul parabrezza, se vi fate riconoscere almeno vi offro da bere.

martedì 19 novembre 2013

Stesso collare, altra me





Se vi capitasse di vedere una ragazza alta, con gli occhiali e i fianchi morbidi che, rigida come un palo, attraversa la strada con lo sguardo fisso a ore 12 vi supplico: siate gentili, fatemi arrivare incolume dall'altro lato, non sono distratta né me la tiro, è solo che per la TERZA volta in vita mi è toccato mettere il collare dopo un tamponamento e il mio campo visivo è piuttosto limitato.

Ormai ci rido sù, e faccio ridere amici e parenti: è la quarta volta che mi tamponano, ero ferma a un semaforo, a mezzanotte passata, in una strada semi deserta a tre corsie per senso di marcia, oltretutto ora guido raramente visto che sono a casa in maternità. E poi io sono famosa per essere una lumaca prudente al volante, una che fa attraversare i pedoni sulle strisce e dà la precedenza. O forse il problema sta tutto lì: dovrei smettere di fermarmi ai semafori rossi, proseguire incurante, tanto per me è più pericoloso così visto che a quanto pare ho un bersaglio tipo freccette disegnato sulla schiena. Chi fa centro vince un CID e tutta la mia comprensione perché pur avendo un caratteraccio non riesco MAI ad arrabbiarmi con chi mi centra, son troppo sollevata di esserne uscita viva.

C'è solo una piccola, insignificante differenza rispetto alle altre volte in cui ho indossato il collare: ho due belvette bambini per casa. Quindi altro che riguardarmi, non sollevare pesi, cercare di rilassare la muscolatura bla bla. Tanto per dire ho sviluppato una tecnica tutta mia per cambiare pannolini senza abbassare lo sguardo, cullare una Gattina lagnosetta che dovrebbe dormire e invece è ovviamente sveglia mentre è ora di preparare la cena, sbucciare mandarini e tagliare bistecche senza guardare nel piatto, tagliare le castagne con la mano destra mentre la Gattina pisola vicino al mio orecchio sinistro e contemporaneamente cercare di rilassare le spalle, eh eh. Forse non sarà la cura standard prescritta dai medici, ma il buonumore e l'autostima sono assicurati.

PS Grazie a Lucy per l'interessante chiave di lettura: forse ero davvero in ansia da prestazione, perché sì, era una delle tre volte all'anno in cui guido l'auto di Papà Gabbiano, ah-a. E poi sì, ero in giro, da sola, di notte dopo una serata con le amiche, solo donne e niente bambini... dite che lo svedese 21enne che mi ha centrata fosse semplicemente la personificazione del senso di colpa della madre-che-si-ritaglia-tempo-per-sé?

lunedì 12 agosto 2013

Accudire una mamma

Smalto viola. Due braccialetti colorati. Granita al lime a metà pomeriggio. Piedi immersi nella sabbia e pensieri tra le onde. Per pranzo insalata frutta e Camilleri sul kobo, che tre ore in spiaggia senza pupi sono un lusso troppo grande per dormire. Giostre e gelato io e il piccoletto, tanto la Gattina dorme a casa coi nonni. Cena pronta e una doccia prima che sia notte fonda. Addirittura il tempo per pensare a qualcosa che riguardi me, solo me.

15 giorni io, pupi e nonni al mare e torno a respirare.
15 giorni così e ricomincio a ridere.
15 giorni così e ho di nuovo voglia di tenerli stretti in braccio.
15 giorni così e mi ritrovo.

PS Se avete una neomamma vicina a voi, fatemi un regalo: accuditela per un giorno, anche uno solo. Vi sarò grata come se aveste accudito me :)

mercoledì 3 luglio 2013

Ossigeno

Mettersi lo smalto alle unghie e un paio di tacchi. 
Guidare l'auto senza allacciare le cinture dei seggiolini. 
Ignorare quanto tempo è passato dall'ultima poppata. 
Mangiare con calma assaporando ogni boccone. 
Svuotare la mente da responsabilità, routine e preoccupazioni. 
Ascoltare le amiche che parlano tutte contemporaneamente e riuscire a seguire il filo del discorso.
Rientrare a casa quando fuori è buio pesto.

I miei bambini sono creature meravigliose, ma ogni tanto ho semplicemente bisogno di liberare la mente e respirare. Da sola.


martedì 30 aprile 2013

Da FigliaUnica a Mammadi2: istruzioni per l'uso (parte 1)

Scrivo poco, pochissimo, portate pazienza, ma quando ho cinque minuti liberi cerco di dormire, lavarmi, giocare con Piccolo Uomo, leggere i vostri blog, cucinare, wazzappare le amiche. Non necessariamente in questo ordine.

Da diversi giorni ho in mente questo post ma non riesco ad arrivare al pc, santo iPhone adesso mi permette di trasformare i pensieri in parole mentre sfamo la Gattina. Guardate che tra pappa della pupa e febbrone del pupo son sveglia da quasi due ore e fuori è ancora piuttosto buio, quindi potrei essere più sconclusionata del solito, sorry.

Ecco, il mio vorrebbe esser un post di servizio, per chi come me è figlia unica e un giorno fa il salto e... oplà, diventa Mammadi2.
No, perché ve l'assicuro qui c'è parecchio da imparare!
E vi assicuro che specialmente nelle ultime settimane di gravidanza ho fatto le mie belle ricerche in rete, ma ho trovato poco. O forse non so cercare, boh. O forse la vita vera è un'altra cosa, ehm ehm.

Oggi partiamo dal principio.
Lesson number one: cosa vuol dire gelosia tra fratelli quando la differenza d'età è poca.
Ecco, forse son tonta io, ma pensavo che la gelosia tra fratelli fosse un dolore sordo nelle viscere del più grande che l'avrebbe portato a gesti inconsulti tipo cercare di soffocare la soejna fingendo di sbaciucchiarla, morderle i piedini con nonchalance o urlare come un forsennato in auto nel vedere un secondo seggiolino accanto al proprio.
E invece no, almeno qui a Villa Microbica.

Qui la gelosia ha una faccia più rosea, sbiadita, dai contorni sfumati, ma non per questo va fatta meno attenzione.

Qui la gelosia non è verso la soejna
verso la quale Piccolo Uomo è spesso e inaspettatamente premuroso e affettuoso (persino Hannibal Lecter si commuoverebbe a vederli), ma la gelosia è tutta nei confronti di mamma.
E fa fare cose strane, che a pensarci dopo fan tenerezza, ma sul momento sfiancano e fan vacillare le mie certezze.
Ad esempio Piccolo Uomo cerca di attrarre e reclama in ogni modo la mia attenzione: e così lo ho visto trasformarsi e incominciare ad alzare le mani per ribellarsi a mie richieste insensate come - che ne so - lavarsi le mani prima di pranzo, assaggiare le verdure che ha nel piatto o mettersi la giacca per uscir di casa, ahhh. E poi io contavo di dare in outsourcing a nonni e papà almeno il suo cambio dei pannolini e le operazioni mattutine di lava/vesti/pettina e invece no, se lo faccio io tutto fila liscio se no son capricci a go-go. Avete presente quanti pannolini cambio ogni santo giorno? Non ve lo dico, il numero fa paura, e sappiate che la scorsa estate gli avevo quasi tolto il pannolino e poi siam tornati indietro, vabbè.

La gelosia per la nuova arrivata fa anche fare però cose molto tenere, cambiando improvvisamente abitudini: a 30 mesi Piccolo Uomo ha iniziato a chiedere un bibe di latte prima della nanna, mi tiene la mano a lungo ed è sempre seduto accanto a me facendosi persino sbaciucchiare proprio lui che è allergico alle smancerie, diventa ubbidiente e mansueto quando io e lui da soli facciamo qualcosa, alle 4 di notte mi chiede di spalmare pure a lui la crema della soejna sul viso, perché forse voi non lo sapete ma secondo Piccolo Uomo la crema bio alla calendula non lenisce solo l'acne neonatale ma fa miracoli anche col febbrone che lui ha da ieri pomeriggio :)
E quante altre cose potrei dire!

Ecco, io non l'immaginavo affatto così, son figlia unica e perciò totalmente inesperta in materia. Questa forma di gelosia mi sfianca e affatica perché il tempo per me è sempre meno e le energie richieste sempre più, ma non appena passa la stanchezza mi emoziono e sorrido ancora di più: come si fa a non amare pazzamente i miei due piccoletti che ogni giorno mi insegnano qualcosa e sanno farmi diventare una persona migliore, più paziente e piena di energie?!?

Non faccio promesse da marinaio, ma appena riesco posto qualcosa anche sulle altre scoperte da neo-Mammadi2, come saper chiedere aiuto. Un must.

PS ringrazio i tanti che mi hanno incoraggiata e sostenuta in queste prime settimane di allattamento difficile: io e la Gattina facciamo grandi progressi, da 5 giorni non tiro il latte ed è tutta tettadimamma, yeppy yeh! Grazie anche a chi ha inventato i paracapezzoli, ih ih.

venerdì 19 aprile 2013

5 x 36

1) Una doccia senza tendere l'orecchio oltre la porta per poi - voglio esagerare - stendere un velo di olio sul corpo.

2) Un biglietto del cinema per lo spettacolo del giovedì ore 20 e, a seguire, la prenotazione di un tavolo per cinque, secondo lo schema consolidato del cine con le amiche.

3) Il cordless in mano e nessuno che mi interrompa per chiacchierare del più e del meno con un'amica. Fino a quando non mi si secca la gola.

4) Una serata noi due soli, io e Papà Gabbiano, in cui sia fuorilegge parlare di capricci, allattamento o traslochi.

5) Tempo per oziare, sognare e sentirsi un po' come il navigatore dell'auto... giusto il tempo di aggiustare il tiro e ricalcolare il percorso.

Oggi compio 36 anni, la Gattina tra una settimana arriva ai fatidici 40 giorni... dite che nel prossimo anno mese riuscirò a raggiungere uno di questi obiettivi?!?

venerdì 8 febbraio 2013

A te, che da sempre hai un nome

Ciao piccoletta,
uhu, mi senti? Sono io, mamma. Sono l'impiastro di donna che ti è toccato in sorte o che forse ti sei scelta, chissà... a me piace pensare che sia stata tu a tuffarti intrepida nella mia pancia e a breve tra le mie braccia.
 
Sono il tuo contenitore, la tua porta sul mondo e la tua culla, sono l'eterna impaziente che non fa che portarti allegramente a spasso, oggi qui domani là, che  non mi è mai piaciuto star ferma. Senti... che ne dici di approfittare del fatto che siamo in piena notte e i maschi di casa (gatto compreso) stanno dormendo per fare quattro chiacchiere tra noi ragazze, ti va di ascoltarmi?
 
Io lo so, hai ragione, sono stata piuttosto tesa e preoccupata in questi ultimi mesi, e lo so che la cosa non ti ha entusiasmata.
 
Io lo so, mi son presa qualche bello spavento e pure qualche arrabbiatura di troppo, e tra ormoni e adrenalina a go-go non deve essere stato divertente ballare lì, proprio dietro al mio ombelico.
 
Io lo so, averti chiamata "la sorellina" per otto lunghi mesi è sicuramente stata una sciocchezza...quando mai una persona esiste solo in relazione ad altri?!?
 
Io lo so, fino a due giorni fa non avevamo ancora deciso il tuo nome. Che poi tu lo avevi indicato da sempre, perché con il tuo nome è andata esattamente come per tuo fratello: me lo hai sussurrato in sogno una notte ed io ti ho sentita, ma poi ci abbiamo messo mesi e mesi prima di abbandonare tutte le nostre ipotesi e semplicemente ascoltarti. Che poi bastava riflettere sul significato per capire che è il tuo. 
 
Io lo so, sono pure andata stupidamente in crisi pensando che a Villa Microbica non ci fosse abbastanza spazio per te e per tutti noi. Guarda, in questi ultimi giorni le cose si stanno mettendo bene, forse è la volta buona che troviamo una nuova casa dove ognuno potrà avere il suo spazio... ma ha ragione zia Ecca, conta lo spazio che ti facciamo nella nostra vita, non quello in casa. E lo spazio per i figli intuisco sia come l'amore, si moltiplica come per magia.
 
Ecco. Io lo so, capisco tutte le tue ragioni. E se ti sei messa di traverso avrai i tuoi buoni motivi, che a volte per farsi ascoltare bisogna puntare i piedi e mettere un punto fermo.
 
Adesso, se hai ancora pazienza, vorrei ancora spiegarti perché mi piacerebbe tanto che tu cambiassi posizione. Non per rientrare nelle statistiche dei parti naturali o per prendere il bollino di latta dorata da mamma-doc che partorisce in 2 ore senza dolore/allatta al seno senza fatica/non perde mai la calma mentre con una mano prepara le pappe ideali e con l'altra calma coliche e pianti.
Ti va bene, sono cresciuta e grazie a tuo fratello conosco meglio le mie potenzialità, sono più sicura tanto da poterci ridere sù.
Io vorrei semplicemente collaborare con te per aiutarti a trovare la posizione migliore, la culla più accogliente, il trampolino di lancio più adatto al tuo tuffo nella Vita. Con dolcezza, assecondando i tuoi movimenti, accogliendo le tue esigenze di piccoletta che ancora non parla ma che già si esprime, semplicemente perché vorrei accompagnarti alla vita in un modo più dolce e rispettoso. Per noi, per darci lo spazio e soprattutto il tempo di separarci come si deve, quando per entrambe sarà il momento di affrontare questa avventura, assecondando i nostri ritmi e fregandocene dei protocolli medici.
Ecco, son riuscita a dirtelo, ffiù.
 
Che poi, se non riesci o per qualche altro motivo non vuoi o puoi farlo, no problem. Comunque vada ho aperto le braccia, tranquilla, atterri sul morbido.
 
Un bacio, la tua mamma




 

domenica 29 luglio 2012

Un battito di ciglia

Non sono sparita, è solo che la mia mente è ancora in vacanza: i miei pensieri rotolano tra le onde e ogni tanto si stendono al sole ad asciugare, tutto qui. La mente ha semplicemente deciso di ignorare i piedi, che invece son qui a portarmi in ufficio ogni mattina, dove le mani ticchettano rapide sulla tastiera, tra una scocciatura e l'altra, tra una bella risata e tante inquietudini.

Nel frattempo venerdì sera è successo qualcosa di speciale a casa, una cosa che mi ha fatto davvero emozionare. Tanto che ci ho messo tre giorni per decidermi a scriverne sul blog
Perché scriverne è un po' come ammettere di aver smarrito qualche neurone, scordato le preoccupazioni di lavoro e, soprattutto, significa ammettere di essere spesso totalmente rapita dalla meraviglia del piccoletto.

Adesso ve lo dico... venerdì Piccolo Uomo ha fatto per la prima voltà pipì nel vasino. Inaspettatamente, lui che è sì un tipo piuttosto adattabile, ma va cauto con i cambiamenti. Lui che ha 22 mesi o poco più. Lui che solo a volte dice pipì, e spesso dopo averla fatta.
Ed è solo una pipì. E magari ci vorranno mesi per togliere il pannolino.

Ma in quel momento mi sono nuovamente resa conto della meraviglia che mi è toccata in sorte: crescere un Piccolo Uomo in autonomia, incoraggiarlo e sostenerlo nel diventare indipendente.

Che dalla pipì nel vasino alle prime vacanze da solo con gli amici sembra esserci molto spazio e invece, lo so, sarà solo un soffio o un battito di ciglia, ma è davvero una delle cose che più mi interessano al mondo.

domenica 10 giugno 2012

Quadrati di stoffa e pensieri di luce


Subito mi sono emozionata, e forse anche un po' arrabbiata, come spesso mi accade davanti agli intoppi che ostacolano il cammino.

Poi mi è sembrato così facile ritagliare un quarto d'ora di tempo per un acquisto importante e ho sorriso di me stessa, così affannata e travolta da giornate pesanti in cui dimentico persino di mangiare, ma ancora lucida da distinguere le cose preziose.

Ieri l'ho infilato nel borsone, tra i costumini e la crema doposole di Piccolo Uomo. E nel viaggio verso il mare ho raccontato la semplicità e bellezza di un gesto, fiera del mio essere chakrista come tempo fa mi definì un'amica perché credo davvero nelle energie sottili, nelle cose che non capitano per caso e nella forza del pensiero.

Tra poco lo spedirò.
Bon voyage, piccolo quadrato di stoffa che porti il mio pensiero di luce a chi cerca.


giovedì 31 maggio 2012

3 semplici cose

1. Il rispetto non si vende e non si compra. Si impara da piccoli a rispettare e esser rispettati. Comunque c'è sempre tempo per imparare.

2. L'aggressività è sopravvalutata. Non aggredire il prossimo è una scelta, non solo una questione di indole.

3. Preferire la strada diritta alle scorciatoie spesso comporta più fatica, ma la soddisfazione di arrivare così al traguardo è impagabile.

Se leggete questo blog avrete intuito che Piccolo Uomo ha una mamma forse fuori dal tempo, ma che cerca di insegnargli queste tre semplici cose. Così magari è la volta buona che le impara pure lei.

E voi, come cercate di insegnare il rispetto ai vostri figli?
Tutti i consigli sono ben accetti!

giovedì 17 maggio 2012

On air

Se volete farvi 4 risate e sentire la mia voce alla radio, allora scaricate il podcast del Ruggito del Coniglio in onda su Radio 2 questa mattina.
Puntata di oggi 17/05/2012, parte 3, minuto 29.40.

Sentirete la mia richiesta d'aiuto a TataAngela, una tata tutta da ridere! Ho provato a chiedere anche a lei cosa fare con un Piccolo Uomo che ripete incessantemente la parola più bella del mondo: mamma.
Ehm ehm, bellissima parola, ma ultimamente la sento ripetere un po' troppo, argh...

Come trasformare una mattinata cominciata in salita in una giornata tutta da ridere.

domenica 13 maggio 2012

A me

A me, che a 13 anni una notte ti ho sognato con i ricci al vento e lo sguardo vispo, e per anni mi son chiesta quando ci saremmo incontrati.

A me, che a 20 andavo fiera del mio forte istinto materno, e infatti ancora non ho capito perché mi pagassero per fare la baby-sitter.

A me, che a 32 temevo di perderti per strada e son rimasta placida per mesi sul divano, e ho seguito il mio destino di chioccia che cova il suo pulcino.

A me, che a 33 per metterti al mondo ho fatto pace col dolore, e finalmente mi son ricordata che a volte porta frutto.

A me, che a 34 ho aperto questo mommy blog sapendo che è solo un pesciolino rosso nell'oceano della rete, e ho fatto un salto indietro di vent'anni quando senza temere giudizi scrivevo per ore.

A me, che a 35 canto stonata stella-stellina mentre ti guardo scivolare nel sonno, e ancora annuso l'aria.

A me, che questa notte resto in piedi per fermare i pensieri e ultimare il risultato dei nostri pasticci con la pasta di sale, e quasi non riconosco me stessa. 

A me, che scrivo e intanto sorrido e a chi passa a trovarmi qui, buona festa della mamma.

mercoledì 9 maggio 2012

Occhiali inutili

Si vede che corri tutto il giorno, sei proprio dimagrita, voglio dire: sei in forma, non sciupata.
Un fiore, sei un fiore!
Sicura di star bene? Ma sì, forse mi sembri diversa dal solito... sarà il nuovo taglio di capelli?
Ti vedo radiosa, la maternità ti ha proprio donato.
etc etc etc

Ok, lo so, metà son frasi dette così, tanto per dire. E so anche che dietro ai chili finalmente lasciati per strada ci son più che altro le energie spese per conciliare lavoro-famiglia-tempo libero e i troppi pasti saltati. Magari in qualche caso c'è anche un pizzico di invidia.
Però son settimane che mi sento dire le stesse frasi. Le stesse parole ripetute dal panettiere, dall'amica di sempre, dalla vicina di tappetino durante la lezione di yoga, persino dalla collega che da 10 anni incrocio nei corridoi e di cui proprio non ricordo il nome.

Ad esser sincera sono anni che non mi sentivo così. Anni! Mi guardo allo specchio e vedo una donna energica, sorridente, a tratti sicura, capace di scacciare i brutti pensieri nel giro di un pomeriggio, finalmente decisa a metter il naso fuori dalla tana per iniziare a dire la sua.

E secondo me la maternità non è affatto la panacea di tutti i mali, né una medaglia da appuntarsi al petto, tantomeno un obbligo sociale o un dovere.
Ogni tanto mi sento una madre terribile, di quelle che sbagliano l'A-B-C, di quelle che chiamano disperate SOS Tata. Altre volte rimpiango la mia vita precedente, quando potevo decidere all'ultimo cosa fare mezz'ora dopo. Altre ancora sono pigra e vorrei stendermi sul divano e non pensare a niente.

Resta però un dato di fatto: le persone intorno a me mi vedono diversa, e credo non si riferiscano solo al mio aspetto esteriore. Soprattutto io mi sento diversa, cambiata, forse cresciuta.

Il punto è che da 20 mesi io e Papà Gabbiano conviviamo con un'altra persona: Piccolo Uomo.
A costo di sopportare qualche sguardo di commiserazione, lo ripeto convinta: è una piccola bomba ad orologeria lanciata in casa che improvvisamente riempie tutti gli spazi e crea nuove geometrie. Impossibile non accorgersi che lì sotto c'è nascosto il potenziale di una persona, molto probabilmente diversa da come immaginavi, da come speravi, da come sei tu.
E allora ti vien voglia di ridisegnare te stessa.

Questa sera, mentre lo guardavo scivolare nel sonno, un pensiero buffo mi è passato per la mente:  sono miope da oltre 20 anni, senza occhiali non metto bene a fuoco gli oggetti lontani, ma da quando ho incontrato Piccolo Uomo non ho più paura di guardare l'orizzonte: il futuro non è poi così sfocato.

Da qui in poi sto nel futuro (Elisa, Nottetempo)

giovedì 3 maggio 2012

Tsunami e altri cambiamenti

Eh, lo so. Se un blog non è utile o davvero interessante che almeno sia divertente, funziona così.

Il mio, ormai lo avrete capito, è diverso, più sul genere riflessioni in libertà.
Son fatta così. Il guaio è che proprio non mi riesce di far diversamente, verso sera mi fermo e incomincio a osservare in dettaglio quel che mi è successo: cosa, come e soprattutto perché.

Oggi, ad esempio, lo sapevo che la mia giornata sarebbe stata un delirio. Non a caso alle 7, dopo la doccia, sceglievo un olio per il corpo alla lavanda. Che se prima di colazione scegli un olio rilassante, beh un motivo ci sarà.

Solo che poi è stato peggio di come immaginavo.
Al lavoro corse inutili, energie sprecate, in ritardo su tutto.
Rientro a casa in bus, estenuante.
Pomeriggio continuamente interrotto da telefonate di lavoro, che ve l'assicuro non sono un cardiochirurgo.
Energie in calo, prossime allo zero.

A questo punto di solito finivo per buttarmi esausta sul divano. Incupirmi. E invece oggi no.
E credo di sapere il perché.

600 giorni fa qui da noi c'è stato lo tsunami, qualcuno ha aperto la porta di casa e lanciato dentro una bomba: 3,2 kg di Piccolo Uomo.

Dallo tsunami sono cambiate tante cose, ma soprattutto son cambiata io.

Oggi non mi sono incupita, anzi ho pensato che prima di cena ci volesse una sferzata d'energia, qualcosa che impegnasse mani e cervello e così, io che davvero non sono un'artista, ho coinvolto Piccolo Uomo in vari lavoretti manuali: collage, disegno, pasta di sale.
E ci siamo rilassati. Complici. Abbiamo trovato uno spazio nostro dove pasticciare in libertà.

Sono proprio cambiata.
600 giorni, che poi son 20 mesi: auguri, Piccolo Uomo.

martedì 24 aprile 2012

Oh manna

Cade la seggiolina Ikea e si stacca una gamba? Oh manna!

Il pennarello ad acqua si svita e il pavimento si ricopre di mille gocce d'acqua? Oh manna!

Qualche briciola della merenda finisce sul divano? Oh manna!

Piccolo Uomo esclama "oh manna"(trad. oh, mannaggia) più volte al giorno, teatralmente portando vicino alla fronte la sua manina grassottella, e intanto sorride sornione... e io mi chiedo come si faccia a resistere e a non sorridere quando un piccolo guaio diventa l'occasione per farsi una risata.

Da oggi ho deciso, voglio provarci pure io: guai grandi o piccoli non mi avrete... e se bastasse un semplice oh manna a liquidare tutto?

Dite che non funziona? Che son la solita Biancaneve? Uff... son sicura che avrete pure voi una parola talismano scaccia-guai, quale?

giovedì 22 marzo 2012

Doppio carpiato

Pare faccia parte del corredo della neomamma, insieme alle coppette assorbilatte e alle mutande di rete.

È un accessorio irrinunciabile del kit rientro-al-lavoro, quando ovviamente sei in ufficio se a casa c'è un'emergenza e ti chiedi perché non hai ancora brevettato il teletrasporto.
O invece rispondi dal soggiorno di casa alle telefonate dei clienti, peccato per il Gatto puzzolone a tutto volume e il nano che ti guarda, ride e capisce che può abbuffarsi di taralli.

Di sicuro fa parte del mio DNA e della mia educazione, rigorosa e esigente con gli altri e ancor più con me stessa.

Ecco.
In questo anno e mezzo di convivenza con Piccolo Uomo si era già affacciato parecchie volte nei miei pensieri.

Ma da quando non sono riuscita a impedire che il passeggino imbizzarrisse sul marciapiede come un elefante davanti a un topolino, il senso-di-colpa-della-mamma-inetta non mi abbandona.

Ok, era solo il primo doppio carpiato di Piccolo Uomo verso l'asfalto.
Ok, nel precipitare gli si è pure chiuso sopra il passeggino - 12 kg esatti come i suoi - ma in fondo oltre a nuovi graffi e crosticine ha ancora tutti i suoi dodici dentini.
Ok, in fondo ce la siamo cavata con disinfettante, ghiaccio, lacrime (più mie che sue) e tante coccole.

Ma... mi sento in colpa per non averlo protetto. Mi sento in colpa perché ho battuto pure io il naso sull'asfalto.
Piccolo Uomo, ta-da-da, la mamma non saprà sempre proteggerti dal dolore.

Che scoperta, eh?
Che poi eri ancora nella pancia e già fantasticavo di saperti donare amore ma soprattutto spazio e libertà, e invece adesso singhiozzo su due graffi.

Facciamo un patto: batti pure il naso sull'asfalto quanto ti pare.
Conterò fino a 10 per vincere la tentazione di impedirtelo.
Proverò a non sentirmi in colpa quando cadrai per causa mia o per farmi dispetto.

Amore di mamma, ricordati che se vorrai da me troverai sempre due cose: disinfettante per le ferite e tempo per ascoltarti.

E voi, come ve la cavate col senso-di-colpa-della-mamma-inetta?