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martedì 26 febbraio 2013

Invisibile agli occhi

Lo so da sempre, ma ogni tanto me ne dimentico.

Ci penso ogni volta che, prima di uscire, mi specchio frettolosa in camera da letto, grazie a quella parole stampate al fondo dell'ovale d'argento:
Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
Antoine de Saint-Exupéry




venerdì 14 dicembre 2012

#leaveamessage: libertà è partecipazione

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
(G. Gaber)

Parto da un testo bellissimo per approdare a qualcosa di piccolo, ma si sa è nelle cose piccole che si nasconde il cambiamento. Oggi è il  #leaveamessage day. Un'iniziativa tanto bella quanto semplice, perché le idee vincenti sono facili da mettere in pratica. È la seconda edizione, la prima ha già avuto un bel successo. Secondo me è il segno che nonostante tutto il brutto e il difficile che ci circonda coltiviamo ancora la speranza e la voglia di un futuro a modo nostro. O almeno ci proviamo.



Partecipare è semplicissimo, l'idea è questa: diffondere pensieri positivi, incoraggianti, che ci invitano a riscoprire i piccoli piaceri della vita o a trovare il coraggio per inseguire la felicità, e lasciarli in giro per le nostre città dove è facile vengano ritrovati.

Basta stampare un bigliettino personalizzato #leaveamessage o prendere un foglietto bianco, aggiungere il vostro pensiero felice e lasciarlo nei posti più impensati: alla fermata del tram, accanto alla stampante dell'ufficio, tra gli scaffali del supermercato, nella sala d'attesa di un ospedale, a scuola o in piscina. Se siete più social di me - basta davvero poco, ve l'assicuro - potete postare i vostri messaggi su Twitter, Facebook, Instangram :)

Tutte le istruzioni sono qui. Se vi serve ispirazione, ecco alcuni messaggi dello scorso anno. Grazie a machedavvero per avermi fatto conoscere questa iniziativa e per l'entusiasmo che mette in quello che fa.

Ultima cosa, quest'anno #leaveamessage si spinge dieci passi più in là e abbina al pensiero positivo un gesto concreto sostenendo l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Non è un obbligo, ma come sapete per me il Dolore viaggia insieme alla Speranza e se ognuno di noi facesse una piccola donazione a sostegno della Fondazione Meyer forse davvero possiamo lasciare un segno e partecipare al cambiamento.

Che aspettate? Si parte!