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giovedì 16 maggio 2013

2 mesi

Oggi son 2 mesi.
2 mesi che mi dormi addosso, a pancia in giù con le braccia stese sui miei fianchi, totalmente abbandonata, con il respiro che pian piano si sincronizza al mio.

2 mesi che mi respiri accanto, che piangi piano piano per suggerirmi che hai fame e poi ti calmi appena sei sul fasciatoio perché da lì puoi osservarmi con i tuoi occhioni inizialmente liquidi e ora sempre più vispi.

2 mesi in cui mi sembra di non far altro che crescervi, allattarti, cambiare pannolini, svegliarmi in piena notte, controllare la bilancia, avviare lavatrici, rincorrere tuo fratello per tutta casa mentre saggia la mia capacità di resistere alle provocazioni.

2 mesi da quella notte in cui impaziente chiedevo al tuo papà se saremmo arrivati in tempo in ospedale.

2 mesi che mi son serviti a capire che la prova più ardua che devo affrontare come madre è allenare la mia pazienza. Tanto che tuo fratello mi ha suggerito di comprarla al supermercato...

Oggi, Gattina mia bella, son passati due mesi da quando ci siamo guardate per la prima volta negli occhi e già mi chiedo come fosse il mondo prima di te. Sicura di non esserci da sempre?

E visto che ormai ti sarai abituata ad avere una mamma chakrista... grazie per averci scelto. Tu sai cosa intendo.

Un bacio,
la tua mamma


mercoledì 21 novembre 2012

Bai Jia Bei: per chi ancora osa sognare


Ieri è arrivata la prima stoffina per la mia Bai Jia Bei, la copertina dei sogni e dell'amore.

Grazie Diarista, non sai che emozione è stata aprire la busta: aveva il sapore di una caramella gommosa da scartare e il profumo della lavanda in giardino. E' bellissima e colorata. Nascosta dietro all'orsetto intravedo te, di cui so così poco, apparantemente lontana dalla mia vita e invece così vicina da osare farmi un regalo, da avere uno slancio beneaugurante per me e la piccola Intrepida.
Poi se la tua stoffina è arrivata proprio mentre il pavimento (metaforico) della mia azienda crolla... beh, un motivo ci sarà. E io, è risaputo, non credo alle coincidenze, ma le considero dei Segni che indicano la strada!

Ehm ehm, ecco, forse nel mio ultimo post mi son fatta prendere un po' troppo la mano dalla potenza evocativa dei sogni e ho dimenticato di spiegare cos'è la Bai Jia Bei. Che prima di Nina - una gran donna, un vulcano di idee, si sa - nemmeno io sapevo cosa fosse. Poi saltellando da un blog all'altro ho conosciuto Adelia - pure lei una grande, anche questo si sa - e la copertina è tornata nella mia vita.
Questa è la leggenda, leggetela e prendete quel che più si addice a voi:

L'ultima imperatrice della dinastia Qing, l'unica tra le concubine che aveva dato un erede all'imperatore, fu costretta ad abbandonare il suo bambino: per proteggerlo da ogni insidia pensò di chiedere a cento famiglie, tra quelle più in vista dell'Impero, di offrire ciascuna un pezzo della seta più bella; con i cento pezzi di stoffa ricevuti confezionò un lungo abito per suo figlio, cosicchè il principino fu simbolicamente rivestito dalla nobiltà, dalla fortezza e dalle virtù dei dei più valorosi rappresentanti dell’Impero. Così nacque in Cina la tradizione del Bai Jia Bei, usanza che perdura ancora oggi allo scopo di attirare sul bambino tutte le forze benefiche provenienti dalle persone che gli vogliono bene, in modo che sia protetto per tutta la vita dalle avversità.

Bai = 100 - Jia = Famiglie - Bei = da
Bai Jia Bei = Da cento famiglie


Io partecipo a questo progetto perché è una follia collettiva e perché credo che il cambiamento parta da noi. E' più semplice raggiungere i nostri sogni se ci teniamo stretti per mano, se ci incoraggiamo a vicenda, se ci sproniamo quando stiamo per mollare la presa, se proviamo ad allargare il nostro orizzonte con uno slancio d'affetto verso chi (ancora) non conosciamo. Che sia per il nostro bambino, che sia per noi, che sia per chi ci è vicino.. aiutiamoci l’un l’altra a realizzare la nostra Bai Jia Bei! Comprare e spedire una stoffina è un gesto da pochi minuti, unitevi a voi. Tutte le istruzioni - una sciocchezza facile facile, davvero - sono qui.

Ultima cosa: io sono una donna fortunata, una di quelle che nelle vita hanno avuto la BdC e crescono ogni giorno un meraviglioso Piccolo Uomo, aspettando l'Intrepida in arrivo. Sento però vicine le donne che hanno avuto esperienze più difficili o semplicemente percorsi diversi dal mio, non solo perché non dimentico il dolore di una pancia improvvisamente vuota, ma perché conosco e apprezzo l'Essere Madre/Padre in mille modi... che siano figli arrivati in tutta semplicità o nati grazie a cicogne mooolto tecniche, bimbi color cioccolata affidati a mani che li accudiscono con amore senza sapere che succederà tra qualche mese, figli nati oltremare e arrivati fin qui, bimbi che hanno un papà e una mamma ma che sono amati e cresciuti con altrettanto amore anche da chi mamma/papà non è, bimbi che si sono messi in viaggio ma che non sono riusciti ad atterrare tra le nostre braccia, figli che si sono già incamminati e noi ancora non lo sappiamo. Perché l'amore non conosce confini.

PS sempre in tema di coincidenze a cui non credo... chissà come mai avevo (insensatamente) comprato qualche metro in più della stoffina per Nina? Ragazze, tra poco spedisco, per me porta bene ;)

martedì 9 ottobre 2012

9 su 10

CRL. BPD. FL. AC. Settimane di gestazione. Curve di accrescimento. Biometria fetale. Percentili. E poi... app per iPhone, calcolatori on line, blog forum e community, ticker per il countdown.

Quando per la prima volta mi son trovata ad avere un inquilino nella pancia mi si è aperto un mondo, avevo l’urgenza di esplorare, conoscere, scoprire. Sete di sapere, come se poi la rete e tutte le informazioni che lì potevo raccogliere potessero realmente proteggerci dal bau-bau, dal lupo cattivo delle fiabe, dal timore della perdita. A dire il vero avevo anche tanto, tantissimo tempo da far passare: 4 e più lunghissimi mesi da balena spiaggiata, alternando letto e divano, mentre osservavo cadere la neve in giardino e tenevo il gatto sulle ginocchia, skype sempre acceso. È lì che ho capito perché si dice ASPETTARE un figlio.

Poi le cose son migliorate, mi sono riappropriata della mia vita di sempre, ma è rimasta la tentazione di analizzare (ehm ehm, leggi: controllare) tutto. Tranquilli, ci ha pensato lui, il nostro Piccolo Uomo, a stravolgere ogni equilibrio e ricordarmi che il Mistero è per sua natura imponderabile… e, ve l’assicuro, veder passare 3 giorni tra l’induzione del parto e la sua nascita han fatto cadere le ultime illusioni.

Adesso che la mia pancia è nuovamente abitata molte cose sono cambiate. Sbircio pigra qualche pagina web, consulto ogni tanto l'app che calcola settimane+giorni molto meglio della sottoscritta, dimentico di prenotare la prossima visita dal gine, continuo a leggere parecchi blog, quello sì. Certo, ripeto un'esperienza già vissuta e inseguo quotidianamente il piccoletto, ma la sostanza è un’altra.

Oggi vivo pregustando la prossima ecografia, le immagini della meraviglia che cresce in me. Voglio solo osservare il suo cuore che pulsa veloce, le sue manine che coprono gli occhi, gambe e braccia che si divincolano dall’abbraccio dell’ecografo. Voglio vivere la consapevolezza del miracolo che porto a spasso ogni giorno.

Venerdì ti guardavo agitarti sul monitor e ripetevo a Papà Gabbiano e al gine che è davvero una meraviglia, uno spettacolo che mai mi sazierei di guardare. Avrei voluto farti una carezza, ma ho imparato ad aspettare. E mentre ero lì che ti ammiravo mi sono scordata di tutto il resto: del lavoro sempre più in bilico, della casa perfetta che cerchiamo da anni nemmeno fosse il Santo Graal, della fatica nel trovare la chiave giusta che apra la toppa delle relazioni che mi appesantiscono.

Poi il gine ci ha detto: 9 su 10 è una femmina, ve lo confermo alla prossima eco. E il mio cuore ha cominciato a volare all'impazzata perché sì, questa volta non abbiamo solo desiderato tu fossi in salute, ma abbiamo persino osato sperare che fosse una ragazza l'intrepida che si è messa sul nostro cammino. E se a tutti racconto che son contenta di fantasticare su fiocchi per capelli e ruches nei vestiti, la verità è anche un'altra: sono contenta di immaginarti bambina perché è la prima cosa che so di te e, lo so, vuol dire poco o niente, ma già mi sembra di sapere qualcosa. Ci conosceremo, pian piano, se vuoi inizia pure a farti un'idea su di me e Papà Gabbiano, io ti anticipo che incontrerai un tipo in gamba: tuo fratello.

Benvenuta a bordo e che l'atterraggio sia lieve.
Un bacio, la tua mamma

domenica 29 luglio 2012

Un battito di ciglia

Non sono sparita, è solo che la mia mente è ancora in vacanza: i miei pensieri rotolano tra le onde e ogni tanto si stendono al sole ad asciugare, tutto qui. La mente ha semplicemente deciso di ignorare i piedi, che invece son qui a portarmi in ufficio ogni mattina, dove le mani ticchettano rapide sulla tastiera, tra una scocciatura e l'altra, tra una bella risata e tante inquietudini.

Nel frattempo venerdì sera è successo qualcosa di speciale a casa, una cosa che mi ha fatto davvero emozionare. Tanto che ci ho messo tre giorni per decidermi a scriverne sul blog
Perché scriverne è un po' come ammettere di aver smarrito qualche neurone, scordato le preoccupazioni di lavoro e, soprattutto, significa ammettere di essere spesso totalmente rapita dalla meraviglia del piccoletto.

Adesso ve lo dico... venerdì Piccolo Uomo ha fatto per la prima voltà pipì nel vasino. Inaspettatamente, lui che è sì un tipo piuttosto adattabile, ma va cauto con i cambiamenti. Lui che ha 22 mesi o poco più. Lui che solo a volte dice pipì, e spesso dopo averla fatta.
Ed è solo una pipì. E magari ci vorranno mesi per togliere il pannolino.

Ma in quel momento mi sono nuovamente resa conto della meraviglia che mi è toccata in sorte: crescere un Piccolo Uomo in autonomia, incoraggiarlo e sostenerlo nel diventare indipendente.

Che dalla pipì nel vasino alle prime vacanze da solo con gli amici sembra esserci molto spazio e invece, lo so, sarà solo un soffio o un battito di ciglia, ma è davvero una delle cose che più mi interessano al mondo.

mercoledì 13 giugno 2012

La passione in ciò che scrivo

Piccolo Uomo dorme, intorno tutto tace, è notte fonda. Il suo respiro leggero accanto a me culla i miei pensieri mentre ticchetto rapida sull'iphone. Già, ancora una volta sono sveglia in piena notte e piena di energie. Con tanta voglia di fermare i miei pensieri, ma soprattutto le mie emozioni. Forti, irripetibili, irrinunciabili momenti.

Perché la mia vita ha oggi nuove sfumature, nuovi colori e sapori. E tenerli per me sarebbe un peccato, un'occasione mancata. Io amo condividere, partecipare, mettere insieme.

Questo mio blog è nato così, per il desiderio forte di condividere e di mettermi alla prova, per uscire dalla mia tana e saltare oltre lo steccato della mia timidezza. È uno spazio tutto nuovo dove esprimermi e condividere le emozioni meravigliose di ogni giorno, prima tra tutte lo stupore di crescere accanto ad un Piccolo Uomo in divenire. Ma questo è il punto di partenza e non di arrivo, il cammino è lungo e sono davvero curiosa di scoprire cosa si nasconde dietro la curva.

Poi, la prima vera sorpresa.
Io che non ho ancora fatto un vero e proprio coming out sul mio essere blogger, ho scoperto la gioia di essere letta e commentata da altri. Di continuare la conversazione con loro via mail. Perfetti sconosciuti, che lasciano un segno del loro passaggio senza altro motivo che il piacere di dire e dirsi qualcosa.
Il cerchio si chiude: è la MAGIA DELLA CONDIVISIONE.

E poco importa se son poche le persone che passano di qui, a me non interessano statistiche, azioni di marketing, collaborazioni con aziende e chi più ne ha più ne metta. Rispetto le scelte altrui, ma per me ora questa è la strada.
Viverla così, senza aspettative inutili, mi fa gioire di ogni incontro e di ogni scambio, come fosse un pacco regalo da scartare. E gioisco di quel che trovo sul mio cammino, senza inseguire quel che manca.

Ringrazio quindi tutti voi che siete passati e che passerete di qui: chi passa silenzioso e chi commenta, chi sbircia velocemente e chi torna cercando un nuovo post.

Ringrazio Silvia che conosco solo virtualmente e che mi ha fatto emozionare con una mail, perché il premio di blog affidabile proprio no, non me l'aspettavo, ed è stata una piacevole e inaspettata sorpresa. Perché sentirsi dire che il mio blog "mostra la passione autentica per ciò che scrivo" è davvero una bella soddisfazione. Grazie, Silvia.

E adesso viene il bello. Perché la condivisione - non mi stancherò mai di ripeterlo - porta frutto e mette in circolo energie positive, perciò vi segnalo questi 5 "blog affidabili" dove secondo me la passione per ciò che si scrive è l'ingrediente principale:

http://www.bbodo.it/
congedoparentale.blogspot.it
www.shockdom.com/eriadan
wondermamma.altervista.org

Dichiaro che i blog da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog Affidabile" disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio.

domenica 10 giugno 2012

Quadrati di stoffa e pensieri di luce


Subito mi sono emozionata, e forse anche un po' arrabbiata, come spesso mi accade davanti agli intoppi che ostacolano il cammino.

Poi mi è sembrato così facile ritagliare un quarto d'ora di tempo per un acquisto importante e ho sorriso di me stessa, così affannata e travolta da giornate pesanti in cui dimentico persino di mangiare, ma ancora lucida da distinguere le cose preziose.

Ieri l'ho infilato nel borsone, tra i costumini e la crema doposole di Piccolo Uomo. E nel viaggio verso il mare ho raccontato la semplicità e bellezza di un gesto, fiera del mio essere chakrista come tempo fa mi definì un'amica perché credo davvero nelle energie sottili, nelle cose che non capitano per caso e nella forza del pensiero.

Tra poco lo spedirò.
Bon voyage, piccolo quadrato di stoffa che porti il mio pensiero di luce a chi cerca.


domenica 13 maggio 2012

A me

A me, che a 13 anni una notte ti ho sognato con i ricci al vento e lo sguardo vispo, e per anni mi son chiesta quando ci saremmo incontrati.

A me, che a 20 andavo fiera del mio forte istinto materno, e infatti ancora non ho capito perché mi pagassero per fare la baby-sitter.

A me, che a 32 temevo di perderti per strada e son rimasta placida per mesi sul divano, e ho seguito il mio destino di chioccia che cova il suo pulcino.

A me, che a 33 per metterti al mondo ho fatto pace col dolore, e finalmente mi son ricordata che a volte porta frutto.

A me, che a 34 ho aperto questo mommy blog sapendo che è solo un pesciolino rosso nell'oceano della rete, e ho fatto un salto indietro di vent'anni quando senza temere giudizi scrivevo per ore.

A me, che a 35 canto stonata stella-stellina mentre ti guardo scivolare nel sonno, e ancora annuso l'aria.

A me, che questa notte resto in piedi per fermare i pensieri e ultimare il risultato dei nostri pasticci con la pasta di sale, e quasi non riconosco me stessa. 

A me, che scrivo e intanto sorrido e a chi passa a trovarmi qui, buona festa della mamma.

mercoledì 9 maggio 2012

Occhiali inutili

Si vede che corri tutto il giorno, sei proprio dimagrita, voglio dire: sei in forma, non sciupata.
Un fiore, sei un fiore!
Sicura di star bene? Ma sì, forse mi sembri diversa dal solito... sarà il nuovo taglio di capelli?
Ti vedo radiosa, la maternità ti ha proprio donato.
etc etc etc

Ok, lo so, metà son frasi dette così, tanto per dire. E so anche che dietro ai chili finalmente lasciati per strada ci son più che altro le energie spese per conciliare lavoro-famiglia-tempo libero e i troppi pasti saltati. Magari in qualche caso c'è anche un pizzico di invidia.
Però son settimane che mi sento dire le stesse frasi. Le stesse parole ripetute dal panettiere, dall'amica di sempre, dalla vicina di tappetino durante la lezione di yoga, persino dalla collega che da 10 anni incrocio nei corridoi e di cui proprio non ricordo il nome.

Ad esser sincera sono anni che non mi sentivo così. Anni! Mi guardo allo specchio e vedo una donna energica, sorridente, a tratti sicura, capace di scacciare i brutti pensieri nel giro di un pomeriggio, finalmente decisa a metter il naso fuori dalla tana per iniziare a dire la sua.

E secondo me la maternità non è affatto la panacea di tutti i mali, né una medaglia da appuntarsi al petto, tantomeno un obbligo sociale o un dovere.
Ogni tanto mi sento una madre terribile, di quelle che sbagliano l'A-B-C, di quelle che chiamano disperate SOS Tata. Altre volte rimpiango la mia vita precedente, quando potevo decidere all'ultimo cosa fare mezz'ora dopo. Altre ancora sono pigra e vorrei stendermi sul divano e non pensare a niente.

Resta però un dato di fatto: le persone intorno a me mi vedono diversa, e credo non si riferiscano solo al mio aspetto esteriore. Soprattutto io mi sento diversa, cambiata, forse cresciuta.

Il punto è che da 20 mesi io e Papà Gabbiano conviviamo con un'altra persona: Piccolo Uomo.
A costo di sopportare qualche sguardo di commiserazione, lo ripeto convinta: è una piccola bomba ad orologeria lanciata in casa che improvvisamente riempie tutti gli spazi e crea nuove geometrie. Impossibile non accorgersi che lì sotto c'è nascosto il potenziale di una persona, molto probabilmente diversa da come immaginavi, da come speravi, da come sei tu.
E allora ti vien voglia di ridisegnare te stessa.

Questa sera, mentre lo guardavo scivolare nel sonno, un pensiero buffo mi è passato per la mente:  sono miope da oltre 20 anni, senza occhiali non metto bene a fuoco gli oggetti lontani, ma da quando ho incontrato Piccolo Uomo non ho più paura di guardare l'orizzonte: il futuro non è poi così sfocato.

Da qui in poi sto nel futuro (Elisa, Nottetempo)

giovedì 26 aprile 2012

Scricciolo

Oggi Scricciolo torna finalmente a casa. Anzi, a voler esser precisi, oggi il mio nipotino nuovo di zecca entra per la prima volta in una casa. La sua.

E in una giornata in cui la mia unica compagna sembra esser la fatica, riesco a fermarmi un attimo, faccio rotolare la parola "zia" tra i miei pensieri e poi sorrido.


 
Uscire di casa in due e tornare in tre è una delle emozioni più forti che io abbia mai provato.

Se annuso l'aria sento ancora l'odore inebriante di quasi 20 mesi fa: quello del futuro davanti.


venerdì 20 aprile 2012

Primavere

Giorni di passaggio.
Giorni che portano novità.

Tutto avviene contemporaneamente, perché nell'immediato si concentra la bellezza.

Primavera che profuma di nascita, primavera col sapore di rinascita, primavera del qui ed ora.

Grazie a chi se ne è andato, regalando una luce che torna a filtrare.

Grazie a Scricciolo che oggi è arrivato, donando aria fresca, nuove sfumature all'orizzonte e la parola zia al mio vocabolario.

Grazie a me, che da ieri ho una primavera in più e qualche certezza in meno, ma cerco la primavera.

venerdì 30 marzo 2012

Coming out

Sono timida.
Arrossisco per un nonnulla.
Mi arrabbio facilmente.
Spesso penso che chi mi sta di fronte sia 100 volte più in gamba di me.
Insomma, nel bene e nel male, sono una persona emotiva (uhm, forse il titolo del blog mi rappresenta più di quel che penso).

Nonostante tutto questo comincio a fare... coming out.

Questa sera ho detto alle mie amiche: ragazze, ho un blog.
E sentivo le guance diventare tutt'uno con la montatura rossa dei miei occhiali. E sentivo la schiena irrigidirsi per il timore del giudizio altrui.

Ma, lo scrivevo già qualche giorno fa, io sono una persona fortunata.
Ero con le mie amiche, in quella preziosa bolla di vita in cui non sono mamma, moglie, figlia o professionista, ma semplicemente trovo spazio per me stessa.
E potevo correre il rischio di mostrarmi per come sono, con tutto il mio bagaglio di stranezze, contraddizioni e fragilità. Persino ammettere che io, snob anti-social che preferisce coltivare le relazioni di persona, ho ceduto al fascino della condivisione dei pensieri in rete.

Ecco. Capitano serate come questa, doppiamente preziose dopo una giornata buia, e mi ritrovo a scrivere in piena notte un post dal cellulare.
E a sorridere.
Perché questa sera, oltre alle guance rosse e alla schiena tesa, ho sentito il mio cuore allargarsi :)

E voi, con chi parlate del vostro blog?

domenica 4 marzo 2012

Ridere

Ride.

Ride e arriccia il naso. Ride e batte le manine. Poi lancia un gridolino. Agita ritmicamente i piedini a creare una musica tutta sua.
Ride con gli occhi e si illumina la stanza.

Può essere per la mia faccia buffa, il campanello di casa che suona, le capriole sul letto con Papà Gabbiano, la soddisfazione di far da solo, un nuovo nascondiglio dove Nonna Pasticcia faticherà a trovarlo.


Ride in mille modi.
Ride per mille motivi.
Ride con mille diverse sfumature.

E io per un attimo mi fermo e penso: Piccolo Uomo dice solo poche parole, esprime però mille emozioni con le sue risate.
Ci voleva lui per ricordarci di ridere? Altro che sorridere!

sabato 3 marzo 2012

Io sono mamma, e tu chi sei?

18 mesi.
Piccolo Uomo sta diventando grande.

Sembra sia passato un soffio da quando ha deciso di presentarsi. Con un'entrata in scena spettacolare, di quelle che attirano l'attenzione di tutti, per farci capire che tutto stava cambiando e niente sarebbe stato più uguale.

18 mesi di rivoluzione, 18 mesi della nostra nuova vita a 3.

Grazie, Piccolo Uomo. Perché da quando ti ho guardato negli occhi tutto è cambiato: le emozioni hanno ripreso colore, il dolore ha fatto posto al coraggio. Il coraggio di amarti, senza esitazioni e senza paracadute. Il coraggio di osare la felicità.

Perché tu sei la più faticosa e la più meravigliosa delle rivoluzioni.

Per la tua nascita volevo scrivere un sms ad effetto, ci pensavo da settimane. E invece ho scritto: questa mattina è nato Piccolo Uomo, che altro dire? Stiamo bene e siamo felici!

18 mesi da quando ti ho detto: Piacere, io sono la tua mamma. E tu chi sei?