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venerdì 11 aprile 2014

Oggi

Oggi eri lì, nascosta tra i riccioli afro di OcchiBelli, la risata di Piccolo Uomo e le urla ribelli della Gattina. 

Oggi eri lì, nella piega delle mie ciglia, in quella lacrima solitaria che è scesa quando solo il vetro del bus poteva scorgerla. 

Oggi eri lì, nella mia rabbia che dopo 15 anni non si placa, ma si traveste.

Oggi eri lì, nel mio proposito di assaporare la bellezza, tutta, morso dopo morso. E poi un morso ancora.


Ovunque saprai vedermi io sarò con te





martedì 24 dicembre 2013

Natale di gioia

Sono più bambina dei bambini, più gagna dei gagni come dicono qui.

Albero sempre acceso, questa sera davanti al camino metteremo oltre a biscotti e latte anche le carote per le renne, il nostro Piccolo Uomo insiste per lasciare qualcosa pure a loro. Nonno Lupone domattina si travestirà da Babbo Natale per il consueto saluto dal giardino, ho nascosto ovunque i mille pacchi per Piccolo Uomo e Gattina, son così rompiballe da essermeli già fatta dare da tutti ma vuoi mettere l'espressione di puro stupore nel trovare la casa piena di doni?!? Oggi abbiamo persino fatto volare la letterina per Babbo Natale appendendola a una lanterna volante... che lo spettacolo di Piccolo Uomo col naso all'insù è impagabile. 
Ve lo dicevo che sono la prima bambina di casa, ma Piccolo Uomo è un ottimo socio, è euforico e gioioso dall'alto dei suoi tre anni. La Gattina è al suo primo Natale, ma son sicura apprezzerà la confusione eh eh.

Perché vi racconto questo? In fondo è solo un Natale con bambini piccoli per casa, di quelli come mille altri al mondo. E invece voglio urlarlo: oggi è gioia pura. Di quella che non pensavo di provare mai più. Di quella che 15 anni fa mentre ero da sola su un treno la mattina di Natale pensavo veramente di aver perso per sempre. Oggi ho il cuore caldo e le mani impegnate in abbracci. Oggi mi sento viva. Oggi sono tornata a respirare con la pancia.

Ed è grazie a te, piccola stella che brilli da lassù che sono una persona migliore, che so godermi l'attimo. Come vedi forse ho davvero imparato a vederti ovunque, perché tu sei sempre con me.
Buon Natale a te, stellina, e a tutti voi che passate di qua perché sia davvero un Natale di gioia e rinascita. 


giovedì 11 aprile 2013

Nei miei pensieri e nel mio cuore

Oggi ti penso.
Oggi come ogni anno, l'11 aprile, da 14 anni.

Ma poi la verità la sai meglio di me... io ti penso ogni singolo giorno: quando spengo la luce e dal comodino spunta la foto in cui ridiamo abbracciate, o quando allatto la Gattina e mi fai cucù dalla cornice sopra al divano, quando pranzo in cucina e mi vedo attorniata dalle zanzare nel tuo disegno incorniciato a parete.

Che poi col tempo ho imparato a vederti dove sei più di ogni altra cosa al mondo: nella pancia quando rido a crepapelle, negli occhi quando mi emoziono al cinema, nelle braccia quando stringo un'amica, nelle orecchie quando guido a notte fonda ascoltando una canzone, nelle narici quando annuso l'odore di buono che sale dalla pelle morbida dei miei bambini, sulle mie labbra quando assaggio il primo gelato della stagione.

E poi ancora... ogni volta in cui combatto la paura e spiego le ali per tuffarmi in una nuova avventura, quando sono gentile con uno sconosciuto, o ancora mentre tento di fare qualcosa che possa essere d'aiuto ai bambini che percorrono sentieri tortuosi come il tuo.

Sicuramente ti ho pensata nell'istante in cui ho partorito i miei due figli, perché ho sentito nelle viscere come Vita e Morte siano vicine, i due volti della stessa Rinascita.
Ti penso ogni giorno, perché vivo.

Ovunque saprai vedermi, io sarò con te.


giovedì 6 dicembre 2012

La mia storia parte da qui

Oggi voglio raccontarvi una storia, la mia storia. Non comincia con la mia nascita, ma inizia con i miei quasi 18 anni. Fa paura e in molti avranno voglia di scappare, di chiudere velocemente la pagina. Vi capisco, sono fuggita anche io per parecchio tempo, ma poi sono tornata, se ce la fate proseguite, è una storia come tante - ahimé - ma secondo me vale la pena di condividerla.

A 18 anni meno un soffio ho incontrato la Bestia, quel Dolore che ti toglie il fiato, spezza le gambe e acceca la vista. Quello che per sempre nella vita sai che ricorderai, che determinerà un prima e un dopo. Quello che niente sarà più uguale. A ognuno la sua storia, il suo percorso e la sua strada. Lo dico forte: le nostre strade sono mille e tutte diverse, ognuna con pari dignità e (speriamo) un briciolo di significato. Questa è la mia, anzi la nostra.

Tutto ha inizio con una scoperta banale. Faccio quinta liceo, è pomeriggio e sto studiando storia per l'interrogazione del giorno dopo, quando una telefonata manda in frantumi il mio cuore e le mie orecchie ascoltano l'inascoltabile:  anche i bambini di 3 anni si ammalano di tumore, la Bestia si è messa di traverso sul cammino della mia CuginettaQuasiSorella.
Passano 5 anni, tra alti e bassi, tra grandi speranze e cocenti delusioni. Lei tira fuori le unghie, i denti e soprattutto il sorriso. Io divento sempre più me stessa, anche se non ho nemmeno 18 anni e ancora non so bene chi sono. Le sto accanto, imparo a combattere la paura e il dolore (in fondo la sto solo imitando), invento giochi sempre nuovi e un linguaggio tutto nostro, la ascolto sempre anche quando quel che dice è così lucido e vero da far tremare i polsi. Anche quando osa fare solo a me le domande più difficili. Imparo a ridere e a godere delle cose semplici, a trasformare un ovetto kinder in una flebo per la Barbie, a giocare a Uno in reparto fregandomene dell'odore di ospedale, a non uscire il sabato sera con un Papà Gabbiano appena incrociato per aprire un gioco in scatola in 6 attorno al tavolo della cucina. La Bestia la insegue, ma impariamo tutti rapidamente che la Bellezza si nasconde ovunque, anche nei posti più insensati.
La Bestia le dà respiro, un soffio che ci fa illudere, poi si riaffaccia e con una zampata crudele se la porta via.

Non so quanto Dolore ho visto, in quel momento e per anni, troppe le persone che l'hanno amata, che la amano. Io credo di aver smesso di respirare, credo di non esser riuscita per mesi a prendere in braccio un bambino, io che faccio la babysitter dai miei 15 anni, son sicura di aver pensato davvero che mai più avrei sorriso. Ancora mi chiedo come diamine Papà Gabbiano non sia fuggito a gambe levate, un mistero.

Fin qui il Dolore, però in fondo alla strada spesso c'è la Luce, ci sono i colori. Questa storia parte dal Dolore e atterra nella Speranza, in una terra dove accanto a medici, psicologi e infermieri ci sono i camici azzurri: perfetti sconosciuti che sono lì, anche solo ti stanno accanto tenendoti la mano e reggendo il tuo sguardo senza far altro, che poi è la cosa più difficile. Sono mani timide che bussano alla porta, angeli spiritosi che si intrufolano nei corridoi dell'oncoematologia pediatrica inventando spettacoli buffi. Perché la mia CuginettaQuasiSorella, la sua mamma, il suo papà e tutti noi non eravamo soli, mai. Spesso non li abbiamo voluti accanto, a volte li abbiamo persino scacciati per poi cercarli due giorni dopo, ma loro ci erano sempre accanto: in reparto, al day hospital, anche a casa, anche dopo che la Bestia ha dato l'ultima zampata.
Sono i volontari dell'UGI, Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini Onlus. Il nome dice tutto perché solo il genitore di un bimbo che incrocia la Bestia sa veramente cosa può essere d'aiuto ad altri genitori, bambini e famiglie. Date un'occhiata al sito, sicuramente capirete meglio di cosa si tratta, io sono troppo coinvolta per raccontarvelo. Ho aspettato anni e fatto domanda per tre volte, ma quando finalmente sono stata davvero pronta anche io sono diventata un camice azzurro e per 8 anni sono stata una volontaria attiva, di quelle che escono dal lavoro e indossano il camice, fanno un bel respiro profondo prima di bussare alla porta di una camera e cercano di dare qualcosa, pur essendo consapevole che in realtà sarei tornata a casa con molto ma molto di più di quel che stavo portando. Al momento purtroppo non riesco a essere presente in reparto, alle manifestazioni o presso Casa UGI, insomma da 3 anni a questa parte non riesco a essere una volontaria attiva, ma continuo a sostenere l'UGI con tutto il cuore.

Se volete darci una mano fate un salto sul sito www.ugi-torino.it e, se siete in zona, passate a trovarci al Mercatino di Natale a Torino, aperto tutti i giorni fino al 24/12. Magari potreste persino trovare il regalo che vi manca, al massimo semplicemente ci conoscerete meglio.

Perché se la Bestia si affaccia nella tua vita o in quella di una persona che ami fai mille cose: urli, ti arrabbi, ti rinchiudi in te stesso, diventi duro e cinico, ma poi arriva il momento in cui ricordi che non sei solo, che non sei mai stato solo e che forse questa volta puoi essere tu quello che urla con le parole e con i fatti: Voglia di vivere, aiutiamola!

Sempre tenendo il pensiero fisso al giorno in cui organizzeremo tutti insieme la Festa più bella, quella per cui spero di vivere cent'anni perché non voglio perderla: il giorno in cui toglieremo tutti il camice e chiuderemo il portone di Casa UGI perché la Bestia è stata sconfitta e non fa più paura a nessuno.

Ovunque saprai vedermi, io sarò con te.