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lunedì 12 agosto 2013

Accudire una mamma

Smalto viola. Due braccialetti colorati. Granita al lime a metà pomeriggio. Piedi immersi nella sabbia e pensieri tra le onde. Per pranzo insalata frutta e Camilleri sul kobo, che tre ore in spiaggia senza pupi sono un lusso troppo grande per dormire. Giostre e gelato io e il piccoletto, tanto la Gattina dorme a casa coi nonni. Cena pronta e una doccia prima che sia notte fonda. Addirittura il tempo per pensare a qualcosa che riguardi me, solo me.

15 giorni io, pupi e nonni al mare e torno a respirare.
15 giorni così e ricomincio a ridere.
15 giorni così e ho di nuovo voglia di tenerli stretti in braccio.
15 giorni così e mi ritrovo.

PS Se avete una neomamma vicina a voi, fatemi un regalo: accuditela per un giorno, anche uno solo. Vi sarò grata come se aveste accudito me :)

venerdì 12 luglio 2013

Passerà?

Sono stanca. Molto molto stanca. Credo che il trasloco sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma ero già piuttosto satura. Giocare 15 ore al giorno a Sam il pompiere e cambiare mille pannolini sono un orizzonte troppo ristretto per me.... voi forse ci sguazzate e direte che sono una lagna viziata, ma non ce la faccio più.

Mi perdo in un bicchiere d'acqua, proprio io che di solito non mi arrendo nemmeno davanti all'evidenza.

Faccio passare le ore, io che normalmente ho il brutto vizio di voler far troppe cose contemporaneamente.

Rido poco con i miei bambini, io che ho scelto il part-time per avere il tempo di giocare con loro ogni pomeriggio.

Non riesco a chiedere aiuto nel modo corretto, io che sono la paladina del "fatti aiutare".

Passerà, lo so che passerà. Ma le vacanze sono ancora troppo lontane e l'orizzonte sembra spostarsi ogni giorno più in là di mezzo metro.

Io ci provo, ci provo con tutte le mie forze, ma sono molto molto stanca.


martedì 29 gennaio 2013

Di traverso

Traverso: /tra'vɛrso/ [lat. transversus "trasverso"]
agg. che interseca, taglia una linea presa come riferimento ■ Trasversale: che si dispone obliquamente rispetto ad una linea di riferimento ■ espressioni: Mettersi di traverso: fig., ostacolare l'attività di qualcuno ≈ (fam.) mettere i bastoni tra le ruote, osteggiare, remare contro.
Contrario: agevolare, favorire. (Fonte: Treccani on line)

Dopo 8 mesi di idillio, in cui non ho fatto che lodarla e dire quanto fossi sorpresa di una gravidanza così serena e senza intoppi (chi mai scorderà i quattro mesi e mezzo passati tra letto e divano aspettando Piccolo Uomo, brr...) l'Intrepida ha alzato la mano e fatto un gesto teatrale. Per essere precisi venerdì il gine ci ha detto che - senza che io me ne accorgessi, of course - ha fatto una bella capriola e abbandonato la posizione cefalica per mettersi di traverso: testa a sinistra, culetto in basso, piedi e mani raccolti sotto le mie costole in alto a sinistra. Ecco spiegati quei dolori lancinanti che mi mozzavano il respiro e impedivano anche solo di appogiarmi sul fianco, argh.
 
D'altronde è figlia nostra, è genetico che sia rompiballe e dica la sua: noi due sciagurati ancora non siamo riusciti a trovare un'alternativa decente (e economicamente sostenibile, ahimé) a Villa Microbica, sul suo nome siamo in alto mare e 2 notti su 3 faccio incubi terrificanti sulle paure che di giorno cerco di combattere. Secondo me si è detta: mmm, qui butta male, 'sti due non son proprio pronti, meglio che io cerchi di attirare un briciolo di attenzione... male che vada, mi metto tranquilla di lato e gli do ancora un po' di tempo per preparare alla grande il mio benvenuto!
 
Che poi... possiamo darle torto?!? La pupa ha pure ragione, ma temo ignori i protocolli medici: se tra 4 settimane sta ancora messa così... zac! la tirano fuori a forza con un bel taglio cesareo, pure un paio di settimane in anticipo sul previsto. Che dopo il parto indotto di Piccolo Uomo avviato di mercoledì e conclusosi alle 6.33 di venerdì... ecco, non osavo immaginare di peggio e invece.

Una cosa è certa: nonostante il mio approccio chakrista alla vita, nonostante le mie meditazioni e respirazioni yoga, nonostante il mio desiderio di un parto naturale (sì, voglio partorire con dolore, embé?!?)... qualcosa non funziona, non so proprio indicare ai miei figli quale sia la via d'uscita, sigh.
 
 
Vado di cartelli stradali? Chiedo a una hostess di indicare il sentiero luminoso che indica le uscite di sicurezza? Mi appendo a testa in giù sul lampadario?
Stupidaggini a parte, se qualcuna di voi ci è passata ed è esperta di moxibustione, comunicazione prenatale o altre tecniche naturali si faccia avanti, please. Specialmente se avete indirizzi e contatti utili in Torino e dintorni. Vi sarò eternamente grata.

Sono disposta a mettermi in gioco. Perché anche se fifona di natura ormai una cosa mi è chiara: per mettere al mondo un figlio occorre chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e poi buttarsi con fiducia dal portellone dell'aereo... in qualche modo il paracadute si aprirà.