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giovedì 28 giugno 2012

Aperto per ferie

Non mi piace il silenzio, non mi è mai piaciuto. Detesto la sensazione di vuoto, di non detto, di qualcosa che manca.

Ma non è questo il caso. Il mio silenzio degli ultimi giorni su questo blog è di un altro tipo: è un silenzio fatto di respiri profondi dal centro dell'ombelico, di aria che annuso, di sole che respiro attraverso ogni centimetro di pelle, di energie nuove che cerco di attrarre.

Sono qui che osservo preoccupata quel che mi accade intorno e cerco di farmi un'idea, che sia davvero mia, su quel che è stato e su quel che sarà.
Soprattutto provo a "sentire" il mio futuro: il meglio che riesco a fare è immaginarlo come il mio presente di domani.

Lavori in corso, aperto per ferie.
Torno subito.

mercoledì 13 giugno 2012

La passione in ciò che scrivo

Piccolo Uomo dorme, intorno tutto tace, è notte fonda. Il suo respiro leggero accanto a me culla i miei pensieri mentre ticchetto rapida sull'iphone. Già, ancora una volta sono sveglia in piena notte e piena di energie. Con tanta voglia di fermare i miei pensieri, ma soprattutto le mie emozioni. Forti, irripetibili, irrinunciabili momenti.

Perché la mia vita ha oggi nuove sfumature, nuovi colori e sapori. E tenerli per me sarebbe un peccato, un'occasione mancata. Io amo condividere, partecipare, mettere insieme.

Questo mio blog è nato così, per il desiderio forte di condividere e di mettermi alla prova, per uscire dalla mia tana e saltare oltre lo steccato della mia timidezza. È uno spazio tutto nuovo dove esprimermi e condividere le emozioni meravigliose di ogni giorno, prima tra tutte lo stupore di crescere accanto ad un Piccolo Uomo in divenire. Ma questo è il punto di partenza e non di arrivo, il cammino è lungo e sono davvero curiosa di scoprire cosa si nasconde dietro la curva.

Poi, la prima vera sorpresa.
Io che non ho ancora fatto un vero e proprio coming out sul mio essere blogger, ho scoperto la gioia di essere letta e commentata da altri. Di continuare la conversazione con loro via mail. Perfetti sconosciuti, che lasciano un segno del loro passaggio senza altro motivo che il piacere di dire e dirsi qualcosa.
Il cerchio si chiude: è la MAGIA DELLA CONDIVISIONE.

E poco importa se son poche le persone che passano di qui, a me non interessano statistiche, azioni di marketing, collaborazioni con aziende e chi più ne ha più ne metta. Rispetto le scelte altrui, ma per me ora questa è la strada.
Viverla così, senza aspettative inutili, mi fa gioire di ogni incontro e di ogni scambio, come fosse un pacco regalo da scartare. E gioisco di quel che trovo sul mio cammino, senza inseguire quel che manca.

Ringrazio quindi tutti voi che siete passati e che passerete di qui: chi passa silenzioso e chi commenta, chi sbircia velocemente e chi torna cercando un nuovo post.

Ringrazio Silvia che conosco solo virtualmente e che mi ha fatto emozionare con una mail, perché il premio di blog affidabile proprio no, non me l'aspettavo, ed è stata una piacevole e inaspettata sorpresa. Perché sentirsi dire che il mio blog "mostra la passione autentica per ciò che scrivo" è davvero una bella soddisfazione. Grazie, Silvia.

E adesso viene il bello. Perché la condivisione - non mi stancherò mai di ripeterlo - porta frutto e mette in circolo energie positive, perciò vi segnalo questi 5 "blog affidabili" dove secondo me la passione per ciò che si scrive è l'ingrediente principale:

http://www.bbodo.it/
congedoparentale.blogspot.it
www.shockdom.com/eriadan
wondermamma.altervista.org

Dichiaro che i blog da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog Affidabile" disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio.

domenica 10 giugno 2012

Quadrati di stoffa e pensieri di luce


Subito mi sono emozionata, e forse anche un po' arrabbiata, come spesso mi accade davanti agli intoppi che ostacolano il cammino.

Poi mi è sembrato così facile ritagliare un quarto d'ora di tempo per un acquisto importante e ho sorriso di me stessa, così affannata e travolta da giornate pesanti in cui dimentico persino di mangiare, ma ancora lucida da distinguere le cose preziose.

Ieri l'ho infilato nel borsone, tra i costumini e la crema doposole di Piccolo Uomo. E nel viaggio verso il mare ho raccontato la semplicità e bellezza di un gesto, fiera del mio essere chakrista come tempo fa mi definì un'amica perché credo davvero nelle energie sottili, nelle cose che non capitano per caso e nella forza del pensiero.

Tra poco lo spedirò.
Bon voyage, piccolo quadrato di stoffa che porti il mio pensiero di luce a chi cerca.


domenica 13 maggio 2012

A me

A me, che a 13 anni una notte ti ho sognato con i ricci al vento e lo sguardo vispo, e per anni mi son chiesta quando ci saremmo incontrati.

A me, che a 20 andavo fiera del mio forte istinto materno, e infatti ancora non ho capito perché mi pagassero per fare la baby-sitter.

A me, che a 32 temevo di perderti per strada e son rimasta placida per mesi sul divano, e ho seguito il mio destino di chioccia che cova il suo pulcino.

A me, che a 33 per metterti al mondo ho fatto pace col dolore, e finalmente mi son ricordata che a volte porta frutto.

A me, che a 34 ho aperto questo mommy blog sapendo che è solo un pesciolino rosso nell'oceano della rete, e ho fatto un salto indietro di vent'anni quando senza temere giudizi scrivevo per ore.

A me, che a 35 canto stonata stella-stellina mentre ti guardo scivolare nel sonno, e ancora annuso l'aria.

A me, che questa notte resto in piedi per fermare i pensieri e ultimare il risultato dei nostri pasticci con la pasta di sale, e quasi non riconosco me stessa. 

A me, che scrivo e intanto sorrido e a chi passa a trovarmi qui, buona festa della mamma.

giovedì 3 maggio 2012

Tsunami e altri cambiamenti

Eh, lo so. Se un blog non è utile o davvero interessante che almeno sia divertente, funziona così.

Il mio, ormai lo avrete capito, è diverso, più sul genere riflessioni in libertà.
Son fatta così. Il guaio è che proprio non mi riesce di far diversamente, verso sera mi fermo e incomincio a osservare in dettaglio quel che mi è successo: cosa, come e soprattutto perché.

Oggi, ad esempio, lo sapevo che la mia giornata sarebbe stata un delirio. Non a caso alle 7, dopo la doccia, sceglievo un olio per il corpo alla lavanda. Che se prima di colazione scegli un olio rilassante, beh un motivo ci sarà.

Solo che poi è stato peggio di come immaginavo.
Al lavoro corse inutili, energie sprecate, in ritardo su tutto.
Rientro a casa in bus, estenuante.
Pomeriggio continuamente interrotto da telefonate di lavoro, che ve l'assicuro non sono un cardiochirurgo.
Energie in calo, prossime allo zero.

A questo punto di solito finivo per buttarmi esausta sul divano. Incupirmi. E invece oggi no.
E credo di sapere il perché.

600 giorni fa qui da noi c'è stato lo tsunami, qualcuno ha aperto la porta di casa e lanciato dentro una bomba: 3,2 kg di Piccolo Uomo.

Dallo tsunami sono cambiate tante cose, ma soprattutto son cambiata io.

Oggi non mi sono incupita, anzi ho pensato che prima di cena ci volesse una sferzata d'energia, qualcosa che impegnasse mani e cervello e così, io che davvero non sono un'artista, ho coinvolto Piccolo Uomo in vari lavoretti manuali: collage, disegno, pasta di sale.
E ci siamo rilassati. Complici. Abbiamo trovato uno spazio nostro dove pasticciare in libertà.

Sono proprio cambiata.
600 giorni, che poi son 20 mesi: auguri, Piccolo Uomo.

venerdì 9 marzo 2012

E invece no

Strano avere un blog. Se poi sei una come me, di quelle che si ostinano a fare mille cose, a coltivare tanti interessi, a voler conciliare (leggi: incastrare modello tetris) lavoro, famiglia, amicizie, interessi... beh, allora può sembrare quasi assurdo aggiungere altro.

E invece no.

Perché questo blog è appena nato, ma già mi sembra impossibile fare a meno di questo spazio.

Perché scrivere un blog, il mio blog, mi ricorda che rinunciare a parti di sé non porta da nessuna parte, che esprimersi è indispensabile, che confrontarsi con gli altri è una via per evolvere.

Perché scrivere significa fermare lo sguardo su di me, su di noi, su
Piccolo Uomo. È ancora uno scricciolo, ma cresce alla velocità della luce e voglio osservare e godere di ogni piccola conquista. Voglio ricordare.

Scrivo al buio, sotto le coperte, mentre ascolto il respiro regolare di Piccolo Uomo nel lettino accanto a me.
E sono stanca, certo. E mi aspetta un week-end in cui dovrò gestire da sola il piccoletto mentre Papà Gabbiano lavora.
Ma scrivo. E intanto sorrido.