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lunedì 8 settembre 2014

Lo scrupolo

C'è questa cosa, una cosa da affrontare domani. Chiamiamola l'imprevisto, chiamiamola uno scrupolo, chiamiamola è-meglio-capirci-qualcosa-di-più.

C'è che questa cosa non tocca a me. Tocca a Piccolo Uomo. A me, a noi tocca solamente spiegargli di cosa si tratta, prepararlo senza trasferirgli tante ansie, farlo sentire al sicuro, ridimensionare. Perché veramente è uno scrupolo, lo so.

C'è che quando ho partorito boh, forse in sala parto non ne ne sono accorta, ma mi hanno impiantato un microchip sottocutaneo che mi trasforma in leonessa quando mi toccano i cuccioli, grrrr.

C'è che anche se faccio del mio meglio e ripeto come un mantra pensieri positivi e felici... comunque non sono pronta. Io lo so che è solo il retaggio della mia storia, io lo so che devo ancora fare la pace con la paura. Sono consapevole. Consapevole e imperfetta, uhm.

I vostri pensieri luminosi sono i benvenuti, grazie.

venerdì 29 novembre 2013

Cose che capitano solo a me

Aggiornamento: sabato ho trovato un nuovo biglietto sul mio parabrezza, nascosto da 2 cm di neve ma ancora leggibile. I miei "eroi" hanno risposto, firmando con il loro nome questa volta: mi ringraziano, ma ribadiscono che il loro è un gesto gratuito. Grazie ragazzi, speriamo che i miei piccoletti vengano su come voi. Quasi quasi ogni tanto vi lascio due righe sotto il tergicristallo, eh eh, cari i miei angeli custodi.
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Distratta son distratta, si sa. Testa tra le nuvole, sempre di corsa, ogni mattina la caccia al tesoro per trovare occhiali e cellulare. Che metterli nello stesso posto alla sera nooo, troppo facile.

Per dirne una, qualche anno fa squilla il cellulare: è il direttore della mia banca, oddio che succede, datemi subito un bicchiere d'acqua. Buongiorno, volevamo solo avvisarla che ieri sera una signora ha ritrovato il suo bancomat al distributore automatico di benzina e lo ha portato da noi, quando vuole può venire a ritirarlo. Io nemmeno mi ero accorta di averlo perso, gulp. E nemmeno un grazie perché questa signora gentile resta una sconosciuta.

Oggi però credo di aver superato il mio record personale, ehm ehm. 
Salgo in auto per portare a scuola Piccolo Uomo e trovo questo biglietto accanto al volante: 

Salve, abbiamo trovato le chiavi della sua auto sul marciapiede, per sicurezza le abbiamo messe nel seggiolone davanti. 
PS non abbiamo toccato nulla :)
Cordiali saluti, gli eroi di San Mauro

Grazie miei "eroi", perché ho iniziato la giornata ringraziandovi mille volte mentalmente. Io vi immagino come un gruppetto di quindicenni onesti e spiritosi, che pur sghignazzando allegramente sulla mia distrazione mi han tolto dai guai.
Stasera metterò un biglietto per voi sul parabrezza, se vi fate riconoscere almeno vi offro da bere.

mercoledì 21 novembre 2012

Bai Jia Bei: per chi ancora osa sognare


Ieri è arrivata la prima stoffina per la mia Bai Jia Bei, la copertina dei sogni e dell'amore.

Grazie Diarista, non sai che emozione è stata aprire la busta: aveva il sapore di una caramella gommosa da scartare e il profumo della lavanda in giardino. E' bellissima e colorata. Nascosta dietro all'orsetto intravedo te, di cui so così poco, apparantemente lontana dalla mia vita e invece così vicina da osare farmi un regalo, da avere uno slancio beneaugurante per me e la piccola Intrepida.
Poi se la tua stoffina è arrivata proprio mentre il pavimento (metaforico) della mia azienda crolla... beh, un motivo ci sarà. E io, è risaputo, non credo alle coincidenze, ma le considero dei Segni che indicano la strada!

Ehm ehm, ecco, forse nel mio ultimo post mi son fatta prendere un po' troppo la mano dalla potenza evocativa dei sogni e ho dimenticato di spiegare cos'è la Bai Jia Bei. Che prima di Nina - una gran donna, un vulcano di idee, si sa - nemmeno io sapevo cosa fosse. Poi saltellando da un blog all'altro ho conosciuto Adelia - pure lei una grande, anche questo si sa - e la copertina è tornata nella mia vita.
Questa è la leggenda, leggetela e prendete quel che più si addice a voi:

L'ultima imperatrice della dinastia Qing, l'unica tra le concubine che aveva dato un erede all'imperatore, fu costretta ad abbandonare il suo bambino: per proteggerlo da ogni insidia pensò di chiedere a cento famiglie, tra quelle più in vista dell'Impero, di offrire ciascuna un pezzo della seta più bella; con i cento pezzi di stoffa ricevuti confezionò un lungo abito per suo figlio, cosicchè il principino fu simbolicamente rivestito dalla nobiltà, dalla fortezza e dalle virtù dei dei più valorosi rappresentanti dell’Impero. Così nacque in Cina la tradizione del Bai Jia Bei, usanza che perdura ancora oggi allo scopo di attirare sul bambino tutte le forze benefiche provenienti dalle persone che gli vogliono bene, in modo che sia protetto per tutta la vita dalle avversità.

Bai = 100 - Jia = Famiglie - Bei = da
Bai Jia Bei = Da cento famiglie


Io partecipo a questo progetto perché è una follia collettiva e perché credo che il cambiamento parta da noi. E' più semplice raggiungere i nostri sogni se ci teniamo stretti per mano, se ci incoraggiamo a vicenda, se ci sproniamo quando stiamo per mollare la presa, se proviamo ad allargare il nostro orizzonte con uno slancio d'affetto verso chi (ancora) non conosciamo. Che sia per il nostro bambino, che sia per noi, che sia per chi ci è vicino.. aiutiamoci l’un l’altra a realizzare la nostra Bai Jia Bei! Comprare e spedire una stoffina è un gesto da pochi minuti, unitevi a voi. Tutte le istruzioni - una sciocchezza facile facile, davvero - sono qui.

Ultima cosa: io sono una donna fortunata, una di quelle che nelle vita hanno avuto la BdC e crescono ogni giorno un meraviglioso Piccolo Uomo, aspettando l'Intrepida in arrivo. Sento però vicine le donne che hanno avuto esperienze più difficili o semplicemente percorsi diversi dal mio, non solo perché non dimentico il dolore di una pancia improvvisamente vuota, ma perché conosco e apprezzo l'Essere Madre/Padre in mille modi... che siano figli arrivati in tutta semplicità o nati grazie a cicogne mooolto tecniche, bimbi color cioccolata affidati a mani che li accudiscono con amore senza sapere che succederà tra qualche mese, figli nati oltremare e arrivati fin qui, bimbi che hanno un papà e una mamma ma che sono amati e cresciuti con altrettanto amore anche da chi mamma/papà non è, bimbi che si sono messi in viaggio ma che non sono riusciti ad atterrare tra le nostre braccia, figli che si sono già incamminati e noi ancora non lo sappiamo. Perché l'amore non conosce confini.

PS sempre in tema di coincidenze a cui non credo... chissà come mai avevo (insensatamente) comprato qualche metro in più della stoffina per Nina? Ragazze, tra poco spedisco, per me porta bene ;)

giovedì 15 novembre 2012

La bella tartaruga

Ne inizio 10, non ne finisco mezzo. Parlo dei post che scrivo nella mia testa nei momenti più insensati: quando mi lavo i denti, mentre preparo la zuppa di cereali, durante il pranayama a yoga, quando mi si spalancano gli occhi in piena notte. Sì, perché ormai mi sveglio alle 2 e resto immobile come un baccalà ad osservare il soffitto per un'oretta buona. Che poi rispetto alle mie colleghe che non dormono causa lavoro che scivola via come sabbia tra le dita io ho un bel vantaggio: almeno posso raccontarmela e dare tutta la colpa agli ormoni, al mio corpo che cerca di riprendere confidenza con i ritmi sonno-veglia dei neonati, quelli in cui le 24 ore di un giorno si trasformano magicamente in 8 giornate da 3 ore l'una. Vabbè.

E visto che da tempo ho imparato che chi fa da sé fa per tre, voglio approfittare del mio interminabile tragitto in bus verso casa per fermare sul foglio 5 pensieri positivi, 5 cose che mi fanno star bene.
Che non posso continuare a smenarla a tutti che il cambiamento viene da noi e annegare nei pensieri grigi.

1. Pigiama party: la mia soluzione (geniale) per sopravvivere ai giorni in cui Papà Gabbiano è fuori casa per lavoro dalle 7.30 alle 24. Dopo cena Piccolo Uomo ed io ci mettiamo in pigiama, accendiamo la radio e poi... si balla! Così non mi sgolo per convincerlo a prepararsi per la nanna e al tempo stesso combatto la mia sindrome da nido vuoto.

2. Mucca o cavallo?: mentre appunto ieri si ballava al ritmo de "la bella tartaruga", Piccolo Uomo mi ha suggerito i seguenti nomi per la sorellina: Mucca, Gallina o Cavallo. E di fronte alle mie rimostranze ha riso di pancia proponendo Lalla, che è la sua versione del nome della mia bionda e bella amica, conosciuta dal piccoletto quest'estate e a quanto pare mai dimenticata. Grazie tesoro, facciamo da noi, già intuisco qualcosa sull'amore fraterno.
E comunque smettila di inseguire le bionde, la mamma è mora, mo-ra! Lasciami sul piedistallo almeno fino ai tuoi 3 anni... uff, e non ricordarmi che ti avevo promesso libertà già quando eri solo un pesce nella mia pancia, uff.

3. Cinema con le amiche: perché son tutte balle, l'amicizia tra donne esiste e quando riusciamo ad essere autentiche e solidali siamo imbattibili. Questa sera mi aspetta un cinema+cena fatto di battute, incoraggiamento reciproco, punzecchiature, autenticità. Che siamo 5 teste matte, tutte diverse ma ugualmente cocciute (ops, determinate) ma ci vogliamo bene e ci veniamo incontro, cascasse il mondo ogni mese ritagliamo 4 ore per noi facendo lo slalom tra famiglia, lavoro e vite tanto tanto diverse. Con l'aggravante che 4/5 di noi son state colleghe per anni, con tutte le implicazioni del caso, e restiamo amiche anche dopo aver imboccato sentieri divergenti.

4. Wan Vo e il suo papà: che lo sguardo più innamorato incrociato questa settiman è quello tra Wan Vo, bimbo di 3 anni con gli occhi a mandorla, e il suo italianissimo papà. E se avessimo chiacchierato per altre dieci fermate avrei finito per proporgli una merenda insieme, tanto erano belli, vivi, con tutto un futuro d'amore davanti. Bellissimi.

5. 22+1 settimane: sono entrata nel sesto mese di questa gravidanza così inaspettatamente facile e senza contrattempi. Che se l'Intrepida non mi desse calcetti in continuazione potrei persino scordarmi di lei e delle sue necessità, in fondo chiede solo cibo, riposo e la giusta dose di amore.
Intrepida, ho deciso di chiamarti così in attesa di conoscere il nome che ti sei scelta, mi sembra adatto per una ragazza che si è lanciata con un doppio carpiato nella nostra vita incasinata approfittando di uno spiraglio di luce.

Vi lascio con alcune parole de "la bella tartaruga" (cercatela su Youtube), canzone per grandi e piccini che la scorsa estate zia Ecca - a lei tutte le royalties! - ci ha insegnato e che è ormai un grande must.

la tartaruga, da allora in poi,
lascia che a correre pensiamo solo noi
perchè
quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò la felicità
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai guardato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa

Con l'augurio che chiunque possa trovare il suo bosco di carote.