lunedì 3 settembre 2012

Ciao piccoletto

Ciao piccoletto,
ma lo sai che cresci che è una meraviglia?

Forse sei troppo piccino per notarlo, ma io ti osservo moltissimo.
Starti accanto è godersi uno spettacolo, sono mille le immagini che ho in mente: le manine smilze che fingono di coprire gli occhi mentre invece sbirci quando giochiamo a nascondino con il drago, gli urletti entusiasti ogni volta che suona il campanello di casa, fosse anche solo il postino, i piedini che battono ritmicamente quando quel che fai ti emoziona veramente, la cauta ammirazione con cui osservi i bambini grandi, che va bene anche farti picchiare purché ti prendano in considerazione, e più tardi cerchi di imitarli.

E poi mi fanno una tenerezza incredibile i silenzi e sorrisi al telefono, proprio tu che passi ore a fingere di telefonare con un rotolo di carta igienica piegato a metà, gli occhi che si abbassano e le manine che si intrecciano quando l'emozione si fa troppo forte. L'orgoglio che lampeggia  negli occhi come fulmine per una "pipì come i gandi", i disegni pieni di colore a riempire tutta la pagina per raccontare una finestra sul mondo fatta di cavalli, nuvole, tanta tanta erba da tagliare e popolata sì da nonni, mamma e papà ma anche dalle belle e bionde amiche di mamma (!), le chiacchiere, che finalmente sei partito come un treno e ripeti tutto quel che senti, ma tutto tutto tutto specialmente quello che i grandi si dicono a bassa voce tra di loro, le tue canzoncine incomprensibili del dopo-cena quando suoni la tovaglia come fosse un pianoforte, le risate di pancia quando stai per crollare dal sonno (esattamente come me dice il tuo papà, gulp!) e la tua irrefrenabile passione per i puzzle.

Che poi, non credere, non sono rimbambita del tutto.
Ho ben presente anche i capricci per vestirti o infilare un pannolino, l'indifferenza e i musi lunghi quando prendo del tempo per me (tanto non mollo, fattene una ragione, avevi 21 giorni quando ho ripreso ad andare a yoga  e poco più di un mese per il cinema con le amiche e pazienza se le tette scoppiavano di latte, la mia testa è più dura, désolée), i no decisi che ho già capito è meglio aggirare piuttosto che reprimere, la testardaggine nel non chiedere scusa quando sbagli (accidenti come mi assomigli, brr).

Sul momento mi spazientisco, altre volte mi arrabbio, ti chiamo con il tuo nome tutto intero e se hai superato il limite aggiungo il cognome e ti porto sulla seggiolina su cui rifletti sulle tue birbonate. 
Ma il punto è che se da una parte sento la responsabilità di esser la tua mamma e indico la strada, propongo un percorso, provo a contenerti quando esageri, che se i limiti non te li insegnano i grandi come si fa... dall'altra sono orgogliosa delle tue intemperanze, del tuo carattere che da docile e malleabile sa diventare deciso e testardo, perché mi accorgo che cresci, che sviluppi pian piano la tua personalità, che ti stacchi da me per diventare la meraviglia che sei. Unico, come tutti noi.

E pazienza se questo è uno di quei post di cui ti vergognerai da grande, che tanto lo so, se mai rileggerai queste parole tra qualche anno fingerai di non averle scovate e, se mi va bene, ti farai una  bella risata alle mie spalle o, se mi va male, me le rinfaccerai durante una bella litigata, che tanto abbiam fatto tutti così e questa è la strada per crescere.

Io son fatta così, sono il cuore-di-burro che oggi ha convinto il tuo papà a comprarti un biglietto di auguri e a scrivertelo, cosa vuol dire che non sai leggere, imparerai, e la scatola dei tuoi biglietti è già bella piena. Sono la matta che di notte scrive sul blog e pasticcia con Photoshop per stampare una tua foto. Sono la mamma chakrista che osserva il mondo e scova i segni per leggerne il Senso. Sono quella che ti è capitata in sorte (e che forse che ti sei scelto, ma questo è un altro discorso).
 
Tanti auguri piccoletto, per i tuoi 2 anni.
Sembrano pochi e invece sono il secondo tassello di uno dei tuoi amati puzzle, e il bello è che tutto è ancora da inventare.
Con amore, la tua mamma

PS di servizio: la mia vacanza dal blog di quasi un mese è stata dettata in parte dalla mia pigrizia, molto dalla mancanza di rete (ci sono posti in Italia - sperduti quanto autentici - in cui non si riesce nemmeno a inviare una foto, e chi se lo ricordava più che si può vivere benissimo anche senza essere connessi?) e in parte dalla leggerezza e dal silenzio interiore che cerco di fare.

6 commenti:

  1. Bellissimi auguri! Auguroni anche da zia manu. Un bacione

    RispondiElimina
  2. Auguri!
    e' sempre un'emozione ripensare alla bella avventura che stiamo vivendo con loro..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio un'avventura... ma forse sta lì il bello!
      Grazie

      Elimina
  3. probabilmente hai ragione, durante una litigata ti rinfaccerà anche queste parole, se le avrà scovate per caso. E sì, lo abbiamo fatto tutti.
    Però, poi, passata la bufera: quanto ti amerà (anche) per queste parole.
    Auguri!

    RispondiElimina
  4. Grazie... sono arrossita, hai presente no? Mi ci vuol poco eh eh. Secondo me vale sempre la pena di provare a esprimere le emozioni, poi ognuno farà la sua parte.
    Che poi quasi non riesco a immaginare una lite tra mamma-maschio adolescente... non ho esperienza in famiglia, ma credo la farò ;)
    Baci

    RispondiElimina

Ascoltare e raccontare, è un po' la stessa cosa. Bisogna essere disponibili, lasciare sempre l'immaginazione aperta (Antonio Tabucchi)