lunedì 10 settembre 2012

Istantanee

aprile 1989, interno casa di Nonno Lupone e Nonna Pasticcia
Ho 12 anni, un fermaglio nei capelli e sorrido mentre guardo l'obiettivo. La pellicola immortala la candelina rosa appena spenta e un gruppetto di ragazzine di seconda media alle mie spalle, sorridenti, spavalde e imbarazzate come è solo chi si affaccia sull'adolescenza.
Chissà se il desiderio appena espresso si è poi avverato... ah, come vorrei ricordarmelo.

settembre 2012, interno Villa Microbica (casa mia)
Ho 35 anni e tengo strette le manine del mio Piccolo Uomo che soffia sulla sua seconda candelina. Sono quella alta, coi ricci e gli occhi luccicanti di orgoglio, e pazienza se faccio sorridere con il mio entusiasmo mammesco, è così forte che non posso tenerlo per me. Intorno a noi nonni, bis-nonne, zii, bambini di ogni età come se piovesse e tanti amici, alcuni da sempre e altri nuovi di zecca.
Se osservate con attenzione uno dei tanti scatti iPhone, riconoscerete un sorriso in mezzo alla confusione, proprio alle spalle del piccoletto: è una delle dodicenni del 1989 ed è sempre al mio fianco, forse per noi il tempo non è mai passato.



È la mia amica M., quella che mi ha insegnato che quando qualcosa non va non occorre per forza rabbuiarsi o tacere ma ci si può fare una bella risata sopra. È l'amica che 3 anni fa ha buttato la paura tra le ortiche e ha suonato il campanello di casa per cucinarmi il pranzo nel giorno più buio, quello in cui cuore e pancia sanguinavano e pensavo non avrei più sorriso. Non la ringrazierò mai abbastanza e soprattutto mai lo scorderò. È quella che sopporta le mie bizze e intemperanze, a cui posso dire la verità senza timore di essere giudicata, così radicalmente diversa da me eppure riusciamo incredibilmente a capirci. È quella che ieri mattina ha di nuovo suonato il campanello e si è messa a preparare panini per la festa del piccoletto, che mai potrei rinunciare al suo aiuto, in cucina e non solo. È l'altra metà di un'amicizia insolita, su cui nessuno anni fa avrebbe scommesso un centesimo e invece farebbero bene a ricredersi perché la diversità è un valore. È quella che Piccolo Uomo chiama zia M., perché – poche storie, il sangue non sempre c'entra – lo ama come si ama un nipote e so che lui potrà sempre contare su di lei e su zio D.

Buon compleanno zia M.! 
Ignora gli anni che passano e non smettere di sorridere come nell'istantanea del 1989.


13 commenti:

  1. Prima di tutto mi scuso per essermi persa il post sul compleanno ... auguri Piccolo Uomo! Due anni sono una nuova sfida che inizia.
    Poi le amicizie di una vita, che benedizione. La mia migliore amica e' la madrina di mio figlio e glielo affiderei con il cuore leggero perché so che lo amerebbe quasi come me.

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    1. Davvero Marzia, una vera fortuna! Bello che anche l'alieno sia un bambino così amato, sono fortunati i nostri piccoletti.
      Grazie anche per gli auguri e tranquilla, qui si continua festeggiare: la prossima settimana apriremo ancora un regalo con glii zii e Scricciolo che adesso sono al mare
      A presto!

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    2. Dimenticavo: hai avuto problemi a commentare il post? Kike non riesce ahimè, per questioni di codici che non riesco a capire, sigh doppio sigh

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    3. Forse si tratta dei capcha, non ricordo ora se li hai ... io di solito riesco a scriverli ma in effetti dal cell può essere difficile. Nel caso si possono togliere facilmente e scegliere qualche diverso filtro antispam. Io non ho vincoli e non ho mai ricevuto spam sul sito ...

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    4. Grazie Marzia!!!
      Forse ho risolto, speriamo. A presto

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  2. Grazie... Mi hai fatto commuovere. Tvb zia manu

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  3. Yeeee funziona!
    Sono contenta, finalmente mi sento di nuovo a casa :-)
    Allora per prima cosa auguri al tuo piccolo grande ometto!!!!

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    1. Bentornata!!!
      E grazie, qui i festeggiamenti continuano ;)

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  4. Sono una curiosona e puoi anche mandarmi a quel paese ma.... Piccolo uomo numero 2? Io sono rimasta incinta di mia figlia quando mio figlio ha compiuto 2 anni.....

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  5. Lo sapevo lo sapevo lo sapevo!!! BRAVA!!!!!

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Ascoltare e raccontare, è un po' la stessa cosa. Bisogna essere disponibili, lasciare sempre l'immaginazione aperta (Antonio Tabucchi)